Antonio Segni

Antonio Segni si erge come una delle figure fondative e più autorevoli della Repubblica Italiana e del processo di integrazione europea. Quarto Presidente della Repubblica Italiana dal 1962 al 1964, ha in precedenza guidato due esecutivi come Presidente del Consiglio dei Ministri e ha presieduto dicasteri chiave in un'epoca di profonda trasformazione nazionale. La sua statura di statista si è manifestata appieno nel ruolo di Ministro dell'Agricoltura, veste nella quale divenne il principale architetto della storica riforma agraria, un intervento strutturale monumentale che espropriò il latifondo per redistribuire le terre, ridisegnando per sempre gli equilibri socio-economici dell'Italia post-bellica. Partecipe della fondazione della Democrazia Cristiana, ha coniugato il rigore del giurista di scuola liberale con il pragmatismo del decisore politico, firmando a Roma, nel 1957, i Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea.

Il legame tra Antonio Segni e l'Ateneo turritano è profondo, ininterrotto e fondativo. Nato a Sassari da una nobile famiglia, completò il suo percorso di istruzione superiore presso il Liceo Azuni per poi immatricolarsi all'Università degli Studi di Sassari, ove si laureò in Giurisprudenza nel 1913, ponendo le basi per la sua carriera di giurista. Tuttavia, Segni non fu soltanto un illustre Alumnus: egli divenne Magnifico Rettore dell'Ateneo sassarese, mantenendo la carica per cinque anni e imprimendo una forte modernizzazione alle strutture universitarie in un frangente di grande criticità storica. Il suo impegno accademico si esplicitò anche nell'editoria scientifica quando, nel 1921, fondò insieme al collega Lorenzo Mossa la seconda serie della prestigiosa rivista "Studi Sassaresi", strumento ideato per elevare la cultura giuridica regionale. Segni preservò il suo vincolo con il mondo accademico sassarese fino all'assunzione delle supreme responsabilità governative, e le sue spoglie riposano ancor oggi nel cimitero monumentale della sua città universitaria.