Antonio Pigliaru Antonio Pigliaru (1922-1969) emerge come un formidabile pensatore, filosofo del diritto e sociologo capace di scuotere e ridefinire la comprensione dell'identità antropologica isolana. Il suo capolavoro intellettuale rimane lo studio epocale sulla "vendetta barbaricina", in cui codificò il fenomeno non come mero crimine atavico, ma come un sofisticato ordinamento giuridico consuetudinario extra-statale. Muovendosi nel solco dell'attualismo idealistico, ha propugnato una complessa teoria in cui la partecipazione civica viene inquadrata come assunzione ineludibile di responsabilità morale del singolo verso la collettività.Inserito a pieno diritto tra le personalità più eminenti celebrate dall'Ateneo, Pigliaru ha trovato nell'Università di Sassariil crogiolo in cui forgiare il suo acutissimo pensiero. Allievo e poi docente illuminato dell'Università di Sassari, Pigliaru ha profondamente influenzato le generazioni di intellettuali sardi non solo dalla cattedra universitaria, ma anche animando il dibattito culturale. A Sassari, il suo magistero in filosofia del diritto trasformò le aule in fucine di dibattito incandescente sulle disuguaglianze e sulla giustizia, rendendolo una figura imprescindibile e venerata all'interno della "scuola sarda" di pensiero giuridico supportata dall'Istituzione. Naviga la sezione Antonio Segni Francesco Cossiga Giovanni Berlinguer Luigi Berlinguer Daniel Bovet Carlo Gastaldi Giovanni Manunta Antonio Milella Lorenzo Mossa Antonio Pigliaru Paolo Sylos Labini Marco Tangheroni Achille Terracciano Ugo De Siervo Valerio Onida Gustavo Zagrebelsky Enrico Berlinguer Salvatore Satta Arturo Parisi Beppe Pisanu