West Nile Virus e monitoraggio delle zanzare

Professor Luca Ruiu, Università di Sassari_1

L’attenzione mediatica sulle dinamiche di diffusione del virus West Nile e sulla gestione delle popolazioni di zanzare nell’Isola richiama l'attenzione sul ruolo fondamentale che la ricerca scientifica svolge nella tutela della salute pubblica e dell'ambiente.

A fare il punto sul tema è il Prof. Luca Ruiu, docente del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Nuova Sardegna.

 

Cambiamenti climatici e nuovi equilibri ecosistemici

I cambiamenti climatici in atto stanno alterando significativamente gli equilibri degli ecosistemi italiani e mediterranei. L'alternanza di precipitazioni irregolari con conseguenti ristagni d'acqua, unita all'innalzamento delle temperature medie, crea le condizioni ideali per la riproduzione dei vettori, prolungandone la stagione di attività. A questo scenario si intrecciano le rotte migratorie dei volatili, ospiti serbatoio fondamentali nel ciclo epidemiologico del West Nile Virus. In questo contesto, il monitoraggio costante e la corretta gestione delle popolazioni di parassiti diventano priorità non più rinviabili.

 

La ricerca UniSS: genetica, resistenze e controllo biologico

Per rispondere a queste sfide, il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Ruiu ha portato avanti nell'ultimo triennio uno studio strategico in stretta collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna (IZS), grazie al finanziamento dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità Pubblica e dell'Assistenza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna.

Il progetto ha consentito di:

  • Mappare e caratterizzare geneticamente le popolazioni di zanzare presenti nel territorio regionale.
  • Valutare i livelli di resistenza sviluppati dagli insetti nei confronti dei tradizionali insetticidi chimici a causa dell'esposizione ripetuta nel tempo.

Parallelamente, il team di ricerca si è focalizzato sulla sperimentazione di soluzioni alternative ai pesticidi di sintesi. La risposta arriva dal controllo biologico, basato sull'impiego di microrganismi utili, ossia nemici naturali delle zanzare e del tutto innocui per l'uomo e per gli altri organismi non bersaglio.

 

Verso un futuro sostenibile

Questa strategia a basso impatto ambientale rappresenta la via maestra per garantire un controllo dei vettori efficace, sicuro e durevole nel tempo. La profonda conoscenza del territorio, lo studio genotipico delle popolazioni e l'innovazione scientifica si confermano i pilastri su cui l'Università di Sassari costruisce soluzioni concrete per la sicurezza sanitaro-ambientale e per un futuro più sostenibile.