Uniss nel mondo: 11 progetti, 10 Paesi, 3 continenti

Progetti cooperazione Uniss nel mondo

Dalla Colombia al Libano, dal Ghana all’Uganda, passando per Tunisia, Perù, Venezuela e Angola. Lunedì 6 luglio l’Università degli Studi di Sassari apre le porte alla cooperazione internazionale con “UNISS nel mondo”, una mattinata dedicata ai progetti realizzati grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito della Legge Regionale 19/1996.

L’appuntamento  è dalle 8:30 alle 13:30 nell’Aula  nell’Aula Consiliare del Dipartimento di Medicina Veterinaria (via Vienna 2) e riunirà docenti, ricercatrici e ricercatori impegnati in iniziative che portano il sapere e le competenze dell’Ateneo sassarese in alcuni dei contesti più complessi del Mediterraneo, dell’Africa e dell’America Latina.

La giornata, moderata dal Prorettore all’Orientamento e alla Comunicazione Antonio Varcasia, insieme a Camila Gonzalez Rosas dell’Universidad de los Andes e Simona Gabrielli della Sapienza Università di Roma, si aprirà con una panoramica sulle attività di cooperazione internazionale dell’Università di Sassari, illustrata dall’Ufficio Relazioni Internazionali.

Seguirà un viaggio attraverso progetti che affrontano temi strategici per lo sviluppo globale.

Si partirà dall’impegno dell’Ateneo per l’inclusione e la formazione internazionale con i progetti Foundation Course e Inclusive UniSS, di cui parleranno studenti beneficiari provenienti da Venezuela e Angola, per poi spostarsi in Libano, dove il progetto presentato da Giuseppe Todde punta a migliorare la competitività delle aziende zootecniche da latte attraverso l’introduzione di tecnologie digitali e la diffusione di buone pratiche agricole.

Il Perù sarà protagonista con due iniziative coordinate da Graziella Benedetto: la realizzazione di un orto urbano destinato a venticinque famiglie migranti e rifugiate, per rafforzare la sicurezza alimentare, e un progetto di formazione agraria rivolto agli alunni della scuola primaria di Santa Ana, a Lima, con l’obiettivo di investire sulle competenze delle nuove generazioni.

Ampio spazio sarà dedicato anche all’Africa occidentale, dove ricerca e innovazione si mettono al servizio delle filiere agricole. Matteo Garau, Paola Castaldi e Quirico Migheli presenteranno i progetti VARCOR e TERRA, dedicati al recupero sostenibile dei residui del cacao e al riutilizzo dei sottoprodotti agricoli attraverso tecnologie ecosostenibili, oltre al progetto per la valorizzazione della “cacaocoltura eroica” in Costa d’Avorio, che mira a migliorare sostenibilità e tracciabilità delle produzioni. Lo stesso Quirico Migheli illustrerà inoltre WAEPA, iniziativa per la tutela dell’acqua e dell’ambiente in Uganda.

La cooperazione con il Nord Africa sarà rappresentata da Eraldo Sanna Passino, che presenterà il percorso di collaborazione scientifica e formativa tra l’Università di Sassari e la Scuola Nazionale di Sidi Thabet di Tunisi, rafforzando i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo.

Grande attenzione sarà riservata anche alla Colombia, protagonista di due progetti che coniugano salute pubblica, inclusione sociale e valorizzazione delle comunità locali. Camila Gonzalez Rosas illustrerà un programma di educazione sanitaria e prevenzione delle parassitosi nelle comunità rurali, mentre Simona Gabrielli presenterà EMBRACE, iniziativa dedicata all’empowerment delle donne leader indigene nella prevenzione delle malattie parassitarie.

A chiudere la mattinata sarà Antonio Varcasia, con la presentazione di PARASITOONS, progetto internazionale finanziato dal programma Interreg NEXT MED, che sviluppa strumenti innovativi di edutainment (educare divertendo) e gamification (utilizzo di elementi del gioco in contesti non ludici) per prevenire le zoonosi parassitarie nei bambini e nelle popolazioni vulnerabili, coinvolgendo partner di Giordania, Egitto, Tunisia e Grecia.

“UniSS nel mondo” rappresenta una fotografia concreta dell’impegno internazionale dell’Università di Sassari, sempre più protagonista nella costruzione di reti scientifiche e istituzionali capaci di trasformare la ricerca in opportunità di crescita, formazione e sviluppo sostenibile per i territori coinvolti.

L’iniziativa è anche l’occasione per valorizzare il ruolo della Regione Autonoma della Sardegna, che attraverso la Legge Regionale 19/1996 sostiene da decenni progetti di cooperazione internazionale promossi dagli atenei e dagli enti del territorio. Grazie a questo investimento, l’Università di Sassari e tante altre realtà istituzionali e private possono sviluppare interventi che producono benefici concreti in ambiti quali la salute globale, la sicurezza alimentare, l’innovazione agricola, la tutela dell’ambiente e il rafforzamento delle competenze locali, contribuendo allo stesso tempo a consolidare il ruolo della Sardegna come protagonista della cooperazione internazionale nel Mediterraneo e nel mondo.