Svolta negli scavi dell’Università di Sassari in Tunisia 14 Aprile 2026 L’Università degli Studi di Sassari continua il proprio impegno in area tunisina per coniugare ricerca scientifica in archeologia e formazione. Nel sito di Numluli nel Nord della Tunisia, oggetto degli scavi diretti da Moheddine Chaouali (INP-Institut National du Patrimoine di Tunisi) e Alessandro Teatini (professore di Archeologia classica nell’ateneo turritano), è venuta alla luce nei mesi scorsi una statua in marmo di circa 55 centimetri, raffigurante un giovane pastore in tunica. Il ritrovamento ha rapidamente attirato l’attenzione dei media internazionali.Numluli è tra le città meglio conservate della Tunisia settentrionale ed è sede del progetto Training the Next Generation of Archaeologists, iniziativa premiata nell’ambito dell’ECL focalizzata sulla formazione sul campo e sugli scavi archeologici, e ha ospitato dal 20 gennaio al 17 febbraio una Winter School of Archaeology organizzata in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine di Tunisi. «Numluli è una delle città romane meglio conservate della Tunisia settentrionale, potendo offrire una visione quasi intatta della vita pubblica, religiosa e urbana di un municipium dall’epoca romana fino al primo periodo cristiano, eppure fino a oggi non era mai stata scavata in modo sistematico», dichiara il professor Teatini. «La struttura della città è chiaramente leggibile: possiamo identificare il foro, dominato dal Tempio di Giove Capitolino, così come i principali edifici pubblici di una città romana», aggiunge Teatini.Il ritrovamento della statua è molto significativo; faceva parte dello stesso gruppo scultoreo la piccola figura di Eros, ritrovata accanto. La scultura, di pregevole fattura e in ottimo stato di conservazione ancorché ampiamente incrostata di terra, è policroma: rimangono ampie campiture di colore scuro sui calzari del pastore, sul vello della pecora e dell’agnello e sulle ali di Eros. Al momento è ancora difficile proporre un’interpretazione per questo personaggio: la presenza di Eros permette di ipotizzare che non si tratti di un semplice pastore ma di una figura mitologica o dell’immagine del pastore idealizzata con valenze idilliche, della quale sarà necessario comprendere la natura tramite uno studio mirato.La scoperta di una statua in marmo greco policromo — eccezionalmente rara nell’entroterra tunisino — indica la circolazione di materiali artistici di alta qualità e di tradizioni estetiche ben oltre i centri costieri, suggerendo un livello di connessione e di ambizione culturale non sempre associato a queste regioni. Allo stesso tempo, le iscrizioni rinvenute all’interno della basilica paleocristiana, che fanno esplicito riferimento ai re vandali, offrono una rara e diretta testimonianza epigrafica delle realtà politiche e religiose del Nord Africa nella tarda antichità. Nel loro insieme, queste scoperte non solo arricchiscono la conoscenza di Numluli, ma forniscono anche nuovi spunti sull’intersezione tra arte, potere e identità in un periodo di profonde trasformazioni nella storia della regione.Dopo la Winter School, si progetta una Summer SchoolIl team mira a sviluppare ulteriormente l’iniziativa trasformandola anche in una Summer School. La ricerca epigrafica, guidata da Antonio Ibba, ha già prodotto risultati significativi, tra cui nuove iscrizioni emerse all’interno della basilica.Il progetto è tra gli 11 vincitori dell’Expandere Conscientiae Lumen Grant della piattaforma Ancient Rome Live, organizzato per conto dell’American Institute for Roman Culture, diretto da Darius Arya, grazie al finanziamento della Musk Foundation. Le ricerche riguardano il municipium di Numluli, una delle città romane meglio conservate della Tunisia settentrionale, corrispondente alla moderna località di El Matria, nel Governato di Béja: i lavori vi si svolgono in base a un accordo di partenariato siglato a ottobre 2024 dal Direttore dell’Institut National du Patrimoine di Tunisi e dal Rettore dell’Università di Sassari, ove si assegna la direzione congiunta delle ricerche a Moheddine Chaouali dell’INP e ad Alessandro Teatini con Antonio Ibba di Uniss.