Giornata del Dottorato di Ricerca 2026

16 giugno 2026, Aula Magna

L’Aula Magna è gremita, il pubblico è eterogeneo, ci sono giovani, meno giovani, studenti, dottorandi, neodottori di ricerca, docenti, qualche curioso, rappresentanti della città e delle sue istituzioni. L’aria è di festa, è palpabile l’interesse per l’ospite e per la sua lectio: il Prof. Telmo Pievani lo si conosce al di fuori dell’ambito accademico, oltre ad essere uno studioso di spiccata fama internazionale, è un comunicatore abile che si fa apprezzare anche dalla cosiddetta “gente comune”.

La quarta edizione della Giornata del Dottorato di Ricerca, ideata e realizzata dalla Scuola di Dottorato Uniss con la collaborazione dell’Ufficio Alta Formazione, si è svolta martedì 16 giugno nel cuore del nostro Ateneo: l’Aula Magna del Palazzo Storico, in piazza Università, da dove tutto parte e dove tutto si realizza, compresi i sogni e le speranze di chi, nel corso della lunga storia di questa istituzione, tra quelle imponenti e importanti mura ha visto con gioia e soddisfazione concludersi il proprio corso di studi dopo anni di lavoro e di dedizione. Queste antiche mura anche in questa occasione hanno visto tanti giovani tagliare il traguardo di quella che è la più alta forma di istruzione, il dottorato: sogni, fatica, lavoro, studio, idee, con passi falsi, vittorie, lacrime di frustrazione e di gioia. Tutto questo si condensa in una marea di sorrisi soddisfatti quando, sentendo il loro nome, percorrono quell’antico pavimento per ricevere dalle mani del Magnifico Rettore la pergamena che suggella il loro successo.

Ma veniamo con ordine: l’apertura dell’evento è stata affidata, come di consueto, al padrone di casa, il Magnifico Rettore, il quale dopo aver accolto i presenti ed essersi congratulato con i neo dottori di ricerca, ha passato la parola al motore di questa iniziativa, il Prof. Eugenio Garribba, che nel presentare la quarta Giornata del Dottorato di Ricerca, ha incentrato il suo discorso proprio sulla ricerca e sull’impatto che una ricerca fruttuosa ha nella vita di un Ateneo e non solo.

Le Università più prestigiose, ha detto Prof. Garribba, non sono quelle con i migliori corsi di laurea, ma quelle con i migliori ricercatori: sono le nuove scoperte a portare prestigio, premi, investimenti. Perciò investire nella ricerca è una necessità strategica, perché il futuro del mondo sta nei laboratori, nelle tesi di dottorato, nelle scoperte che dalla ricerca emergeranno. La ricerca porta progresso scientifico e tecnologico, fulcro della competitività a livello internazionale. 

Il Direttore elenca anche i Sette pilastri della Ricerca, fondamentali per chi di questo ha deciso di fare il proprio lavoro e la propria vita: e da questi punti fermi, tra i quali spicca il saper tenere gli occhi aperti, guardare all’inatteso, che si arriva al concetto chiave della lezione del Prof. Pievani, la serendipità, ovvero la capacità di vedere che nelle pieghe di ciò che si sta cercando può emergere qualcos’altro di importante, e del tutto diverso dall'obiettivo che si stava perseguendo. 

Nell’annunciare il prestigioso ospite, l’augurio del Prof. Garribba è che, come disse Newton “Se ho potuto guardare lontano, è perché sono salito sulle spalle di giganti”, le neo dottoresse e i neo dottori di ricerca, le dottorande e i dottorandi, possano trovare qui a Sassari, magari in occasioni come questa e ovunque lavoreranno, i loro giganti, salendo sulle loro spalle e, da lì, guardare oltre l'orizzonte, verso una carriera luminosa e ricca di soddisfazioni e scoperte.

La Giornata del Dottorato, quindi, è soprattutto una ghiotta occasione per imparare qualcosa di nuovo da personalità di spicco del mondo accademico, trovare un gigante dalle cui spalle poter spiccare il volo, e quest’anno la platea, incuriosita dalla tematica, è stata letteralmente conquistata dal Prof. Telmo Pievani, filosofo della scienza, evoluzionista, comunicatore e saggista, Ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche, con la sua lectio L’inatteso nella scienza: una teoria della serendipità.

Il Prof. Pievani introduce la serendipity, spiegando con concetti universali ed esempi storici l’origine di questo termine, partendo da una celebre favola persiana che racconta la vicenda di tre principi i quali, dalla città di Serendippo, partirono alla scoperta del mondo e si ritrovarono coinvolti loro malgrado nella ricerca di un cammello scomparso. 

Serendipità è un concetto molto usato nel mondo scientifico per illustrare un meccanismo che scatta quando, partendo da una domanda, da un’idea, da un progetto che mira ad un determinato risultato, si scopre l’inatteso, qualcosa di nuovo ed impensato, che spesso si rivela di grande importanza. 

Non è una casualità, spiega il Professore, ma è una scoperta frutto di un lavoro intellettuale che mira a trovare qualcosa di nuovo, con una certa dose di curiosità mescolata ad una grande apertura mentale, una visione non compartimentale della scienza e della conoscenza, con la capacità di cogliere al volo la novità, l’inattesa scoperta, anche da un esperimento andato storto, da una deviazione della routine, da un inciampo che si rivela fondamentale.

La serendipità, conclude Pievani, ci svela che non sapevamo di non sapere.

La Scuola di Dottorato dell’Università di Sassari per il terzo anno consecutivo ha bandito due premi per le migliori tesi di dottorato, riservati quest’anno ai dottorandi che hanno concluso il loro percorso nel 2025. 

Dopo la lezione e le tante domande dei presenti al Prof. Pievani, il Prof. Garribba, annunciando le vincitrici, ha sottolineato con soddisfazione quanto il lavoro della Commissione giudicatrice sia stato difficile: le tesi partecipanti erano molto interessanti, ricche e con un taglio interdisciplinare. Alle due vincitrici, Francesca Angius (Corso di dottorato in Scienze Agrarie) per il lavoro intitolato Biodiversity and ecology of Tuber species in Mediterranean forest ecosystems of Sardinia, e Sara Federico (Corso di dottorato in Culture, Letterature, Turismo e Territorio) per la tesi intitolata Rap, Femmes, Méditerranée: une enquête sociolinguistique ethnographique à Marseille, si sono infatti affiancate altre tre neo dottoresse, le cui tesi sono state particolarmente apprezzate e che quindi hanno ricevuto una menzione di merito:  Ilaria Fozzi (Corso di dottorato in Scienze Veterinarie); Diletta Serra (Corso di dottorato in Scienze Biomediche) e Veronica Venco (Corso di dottorato in Archeologia, Storia e Scienze dell'Uomo).

In chiusura, come da tradizione, si è svolta la Cerimonia di consegna delle pergamene di Dottorato: sono stati 28 i neo dottori di Ricerca, dei cicli XXXVI, XXXVII e XXXVIII, a ricevere la loro fiammante pergamena dalle mani del Rettore, con il Coordinatore o la Coordinatrice del proprio Corso di Dottorato e il Direttore della Scuola di Dottorato.

Alcuni scatti della Giornata del Dottorato 2026