Le Università per Giulio Regeni - l'evento nel nostro Ateneo

Martedì 26 maggio 2026 si è svolta a Piandanna l’iniziativa in ricordo di Giulio Regeni a 10 anni dalla sua scomparsa.

La Senatrice a vita e docente dell'Università Statale di Milano Elena Cattaneo è stata il motore di Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un'iniziativa per la libertà di ricerca, che ha coinvolto 76 Atenei italiani, 15mila persone nell’arco di due mesi, in incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca.

L’Università di Sassari, ha accolto con entusiasmo la proposta della Senatrice Cattaneo, partecipando all’iniziativa per ricordare la drammatica vicenda dello studioso rimasto ucciso in Egitto, in circostanze misteriose, mentre conduceva la sua ricerca per le strade del Cairo.

L’evento ha coinvolto attivamente la Scuola di Dottorato Uniss, con il Direttore Prof. Eugenio Garribba e la partecipazione delle Coordinatrici Prof.ssa Margherita Maioli (Scienze Mediche, Chirurgiche e Sperimentali) e Prof.ssa Carla Bassu (Culture, Letterature, Diritti, Turismo e Territorio) che hanno coinvolto dottorandi e studenti in nome della libertà di ricerca, per non dimenticare Giulio.

Il programma della mattinata è ruotato intorno alla proiezione del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango e diretto da Simone Manetti. Si tratta del primo documentario che ricostruisce la verità  giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi.
Un padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi.
Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.

Un documentario che ha colpito profondamente la platea, composta da dottorandi, studenti, ricercatori, docenti che hanno compiuto o che compiranno il percorso di studi del ricercatore friulano finito nelle maglie paranoiche dei servizi segreti egiziani, e che ha fatto emergere con ancora più forza quanto sia importante la libertà di ricerca, di pensiero, di approfondimento che è necessaria per il progresso dell’umanità. 

La tavola rotonda che è seguita alla proiezione, coordinata dal giornalista Paolo Mastino, ha coinvolto la Prof.ssa Bassu insieme ai rappresentanti di studenti e dottorandi Enrico Baroffio (ADI Dottorato Sassari), Antonio Bilotta (Consiglio degli Studenti dell'Università di Sassari), Matteo Atzeni (Forum delle Associazioni dell'Università di Sassari), i quali, sulla scorta della profonda emozione suscitata dal documentario, hanno sostenuto con forza la necessità di una ricerca libera e serena, l’importanza e il valore della democrazia nella crescita del genere umano e di quanto sia importante difenderla con le azioni quotidiane.