Come l’Università di Sassari ha scalato la classifica CENSIS Dal nuovo portale ai servizi basati sull’intelligenza artificiale, dalla didattica digitale alla nuova strategia editoriale: che cosa c’è dietro il primo posto tra i medi atenei statali nel ranking 2026/27. Un primo posto che racconta una trasformazione La Classifica CENSIS 2026/27 colloca l’Università degli Studi di Sassari al primo posto tra i medi atenei statali italiani, con un punteggio complessivo di 93,2. Nell’edizione precedente l’Ateneo aveva ottenuto 88,8 punti: la crescita è quindi di 4,4 punti. Sassari precede l’Università Politecnica delle Marche, seconda con 92,8, e le Università di Trento e Udine, entrambe a 92,7.Il dato complessivo nasce dalla media di sei indicatori. L’Università di Sassari ottiene 84 punti nei servizi agli studenti, un valore stabile rispetto all’anno precedente; 95 nelle borse di studio e negli interventi a favore degli studenti, con un incremento di tre punti; 110 nelle strutture, punteggio confermato; 85 nell’internazionalizzazione, un punto in più; 78 nell’occupabilità, con una diminuzione di sei punti; e infine 107 nella comunicazione e nei servizi digitali, rispetto ai 79 dell’edizione precedente.Nel complesso, questi dati restituiscono l’immagine di un Ateneo sostanzialmente stabile nella maggior parte degli indicatori direttamente collegati alle proprie politiche e ai propri servizi, confermando il trend positivo costruito negli ultimi anni. Fa eccezione l’occupabilità, che rappresenta certamente uno degli ambiti sui quali sarà necessario concentrare maggiore attenzione. Si tratta, peraltro, di un indicatore che non dipende esclusivamente dalle azioni dell’Università, ma chiama in causa anche il sistema economico e produttivo del territorio e richiede quindi un lavoro condiviso con istituzioni, imprese e altri attori locali per migliorare una performance strategica per il futuro dei laureati.È però l’ultimo indicatore, quello relativo alla comunicazione e ai servizi digitali, a incidere in maniera più significativa sul risultato finale. L’aumento è di 28 punti, da 79 a 107, e, rapportato ai sei indicatori utilizzati per determinare il punteggio complessivo, equivale a circa 4,7 punti sulla media finale. Un dato che aiuta a comprendere perché il punteggio complessivo dell’Università di Sassari sia passato da 88,8 a 93,2, nonostante la flessione registrata nell’occupabilità.Per interpretare correttamente questo risultato, tuttavia, non basta fermarsi alla graduatoria. È necessario entrare nel merito di ciò che è cambiato concretamente nell’ecosistema digitale dell’Università di Sassari tra il 2025 e la prima metà del 2026. In questo periodo, infatti, l’Ateneo non si è limitato a rafforzare la propria presenza sui social network, ma ha avviato una trasformazione più ampia che ha coinvolto il portale istituzionale, i servizi digitali, l’accessibilità, l’internazionalizzazione, l’intelligenza artificiale, la formazione online e, più in generale, il modo stesso di raccontare l’Università e di dialogare con i suoi pubblici. Un nuovo portale costruito intorno agli utenti Il portale istituzionale è stato completamente riprogettato. La homepage non chiede più all’utente di conoscere in anticipo l’organizzazione amministrativa dell’Ateneo, ma propone otto percorsi di navigazione rivolti a differenti categorie di pubblico. L’obiettivo è rendere più immediato l’accesso alle informazioni e ai servizi, riducendo i passaggi necessari per raggiungere ciò che serve.Il cambiamento non riguarda soltanto l’aspetto grafico. La nuova architettura organizza l’informazione a partire dalle esigenze delle persone: scegliere un corso, iscriversi, trovare un servizio, conoscere un’opportunità, individuare un contatto o approfondire un’attività di ricerca. In questo modo il portale diventa un vero punto di accesso ai servizi, non una semplice vetrina istituzionale. UNIFIND collega didattica, ricerca e competenze Nel nuovo ecosistema è stato integrato UNIFIND, il motore di ricerca dell’Ateneo che permette di individuare docenti, competenze scientifiche, gruppi di ricerca, pubblicazioni, laboratori, insegnamenti e progetti. La piattaforma rende più visibile il patrimonio accademico dell’Università e crea collegamenti utili tra offerta formativa, persone, risultati scientifici e possibili applicazioni delle competenze.Per uno studente significa poter esplorare con maggiore facilità corsi e insegnamenti. Per un’impresa, un ente pubblico, un giornalista o un potenziale partner significa trovare più rapidamente ricercatori, strutture e ambiti di specializzazione con cui avviare un confronto o una collaborazione. Sei lingue oltre l’italiano, fino al terzo livello Uno degli interventi più innovativi riguarda l’apertura internazionale del sito. Il portale è stato reso disponibile, fino al terzo livello di navigazione, in sei lingue oltre all’italiano: inglese, francese, spagnolo, russo, arabo e cinese. La traduzione è realizzata attraverso un sistema automatico basato sull’intelligenza artificiale supervisionata.La profondità della traduzione è un elemento sostanziale. Gli utenti internazionali non trovano soltanto una homepage o poche pagine di presentazione, ma possono accedere anche a una parte ampia dei contenuti relativi a corsi di studio, servizi, dipartimenti e attività dell’Ateneo. L’intelligenza artificiale accelera il processo, mentre la supervisione editoriale tutela la qualità della terminologia e l’affidabilità delle informazioni. Questo upgrade del sito che punta a migliorare la comunicazione a livello internazionale dell’Ateneo, verrà estesa anche ai siti dei dipartimenti nell’autunno 2026. Accessibilità e inclusione digitale Parallelamente, il portale è stato dotato di strumenti che consentono di personalizzare l’esperienza di navigazione intervenendo sui contrasti cromatici, sulla dimensione dei caratteri, sulla leggibilità dei contenuti e sulle modalità di interazione. Particolare attenzione è stata riservata alle persone con disabilità sensoriali, motorie e cognitive e agli utenti con disturbi specifici dell’apprendimento.L’accessibilità è stata trattata come una componente del progetto e non come un adempimento finale. Un sito più leggibile, prevedibile e adattabile migliora l’esperienza di tutti: di chi utilizza tecnologie assistive, di chi consulta le pagine da uno smartphone, di chi ha una connessione lenta o di chi deve trovare rapidamente un’informazione importante. Chatbot AI e WhatsApp Business: i servizi diventano conversazionali La trasformazione ha interessato anche il rapporto diretto con gli utenti. Dalla homepage è disponibile un chatbot multilingua basato sull’intelligenza artificiale, operativo 24 ore su 24, che supporta la ricerca delle informazioni e accompagna la navigazione tra contenuti e servizi.Sono stati inoltre attivati nuovi canali di assistenza attraverso WhatsApp Business, dedicati in particolare all’orientamento e al sistema bibliotecario. L’utilizzo di un ambiente già familiare riduce la distanza tra l’Università e i suoi pubblici e permette di offrire risposte rapide, indicazioni operative e collegamenti ai contenuti istituzionali.La sfida, in questi casi, è mantenere una regia comune. Portale, chatbot, WhatsApp e uffici devono condividere informazioni aggiornate, un tono coerente e procedure chiare per trasferire all’assistenza umana le richieste che non possono essere gestite automaticamente. Il Chatbot utilizzato (fornito dal Cineca) è in fase di addestramento e l’ufficio conta di migliorarne velocità e precision nei prossimi mesi. DEH ALMA e la nuova infrastruttura per la didattica digitale Sul versante della formazione è nato il Digital Education Hub, con il progetto DEH ALMA dedicato alla produzione di contenuti formativi digitali, ai MOOC e alla formazione permanente. La trasformazione digitale entra così nella didattica e non resta confinata alla comunicazione istituzionale.L’Ateneo dispone oggi di due sale di registrazione dedicate alla produzione di contenuti didattici e audiovisivi. Questi spazi permettono di accompagnare docenti e gruppi di lavoro lungo l’intero processo, dalla progettazione dei materiali alle riprese, dal montaggio alla pubblicazione sulle piattaforme digitali.Attraverso questa infrastruttura sono già stati prodotti 15 MOOC (Massive online courses) e ne saranno realizzati almeno altri 15, accessibili gratuitamente tramite spid, credenziali google ed apple, dagli studenti cosi come da utenti esterni. La programmazione porta quindi a non meno di 30 corsi e consolida una capacità produttiva stabile, utilizzabile per la formazione degli studenti, l’aggiornamento professionale, la formazione continua e la collaborazione con i partner della rete DEH ALMA. Una homepage viva: vlog YouTube e social wall Anche la homepage è stata ripensata come spazio editoriale dinamico. Un vlog sviluppato attraverso una personalizzazione esclusiva di Uniss del portale CINECA consente di integrare automaticamente playlist YouTube e di sostituire la tradizionale immagine statica con contenuti audiovisivi aggiornati cosi come di eventi live streaming (inagurazione anno accademico, etc). A questo si affianca un social wall che mostra in tempo reale gli ultimi contenuti pubblicati sul profilo Instagram istituzionale anche da chi non utilizza i social network. Il sito e i social non funzionano più come ambienti separati: la homepage restituisce la continuità tra didattica, ricerca, servizi, eventi, opportunità e vita universitaria. Il cambiamento più profondo è editoriale Il passaggio più significativo riguarda il modo stesso di intendere la comunicazione universitaria. L’Ateneo ha progressivamente superato un modello basato prevalentemente sulla pubblicazione di locandine, avvisi ed eventi per costruire una strategia editoriale orientata all’informazione, alla divulgazione e al racconto quotidiano della comunità.Sono nate rubriche e format dedicati alla ricerca, alla didattica, all’orientamento, alle opportunità per gli studenti, alla vita universitaria, alla cultura e al territorio. Studenti, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, alumni e partner esterni sono diventati protagonisti diretti dei contenuti. Il racconto dell’Ateneo è così diventato più riconoscibile, autentico e vicino alle esperienze delle persone.La nuova impostazione richiede programmazione, continuità e capacità di adattare lo stesso contenuto ai linguaggi delle diverse piattaforme. La comunicazione non interviene soltanto al termine di un’attività, ma entra nella sua progettazione, identifica i pubblici, chiarisce il valore dell’iniziativa e sceglie il formato più adatto per raccontarla. L’Università si apre al territorio La strategia ha rafforzato anche il rapporto con il territorio. L’Università ha sviluppato collaborazioni con istituzioni locali, tra cui il Comune di Sassari, per ampliare la diffusione delle iniziative, valorizzare i luoghi e raccontare il contributo dell’Ateneo alla vita culturale, scientifica e sociale della città.La collaborazione permette di collegare più chiaramente esperienza universitaria ed esperienza urbana. Studenti, famiglie, associazioni, imprese e visitatori attraversano entrambi gli spazi: coordinare informazioni e progetti aiuta Sassari a presentarsi come luogo di studio, ricerca, innovazione e produzione culturale. I numeri aggiornati della crescita social La strategia editoriale ha prodotto risultati misurabili. Nell’ultimo anno sono stati pubblicati oltre 2.326 contenuti su Instagram, considerando i diversi formati, ai quali si aggiungono più di 182 contenuti su TikTok e la produzione degli altri canali istituzionali.Il volume dei contenuti, da solo, non misura però l’efficacia della comunicazione. I dati più significativi riguardano la capacità di raggiungere e coinvolgere le persone, quindi l’impatto della comunicazione effettuata. Nel periodo considerato l’Università ha registrato oltre 16 milioni di visualizzazioni: circa 12,6 milioni su Instagram e 3,4 milioni su Facebook.In un anno la comunità digitale dell’Università è cresciuta di oltre 11.690 nuovi follower: 6.837 su Instagram, 3.355 su Facebook e 1.500 su TikTok.Le interazioni complessive hanno superato 267.741, con 216.925 interazioni su Instagram e 50.816 su Facebook. Nello stesso periodo la comunità digitale è cresciuta di 11.690 nuovi follower: 6.837 su Instagram, 3.355 su Facebook e 1.500 su TikTok.TikTok è un caso particolarmente indicativo perché consente di osservare la crescita di un canale partito da zero. Il profilo è stato aperto il 21 marzo 2026 e, in circa quattro mesi, ha superato 45.500 “Mi piace”, mostrando la capacità dell’Ateneo di intercettare un pubblico giovane con linguaggi e formati specifici.Questi risultati non derivano soltanto dalla quantità delle pubblicazioni. Visualizzazioni, interazioni e nuovi follower indicano rispettivamente la capacità di distribuzione, la partecipazione attiva e la crescita di una comunità raggiungibile nel tempo. I numeri acquistano valore quando sono collegati agli obiettivi: orientare, informare, rendere visibile la ricerca, rafforzare il senso di appartenenza e portare le persone verso servizi affidabili. Il metodo CENSIS è cambiato, ma la trasformazione era già in corso Nell’edizione 2026/27 la metodologia relativa alla comunicazione e ai servizi digitali è stata modificata. Sono stati introdotti o ridefiniti criteri riguardanti i servizi digitali effettivamente fruibili, le informazioni destinate agli studenti internazionali, i calendari degli eventi, i servizi disponibili in homepage e la valutazione della presenza sui social media. Per questi ultimi, il confronto considera maggiormente le performance degli atenei appartenenti alla stessa fascia dimensionale.Il cambiamento metodologico è un elemento da considerare, ma non coincide con l’avvio del progetto di Sassari. La strategia dell’Ateneo era stata definita oltre un anno prima, quando i nuovi criteri non erano ancora noti. Gli investimenti in accessibilità, internazionalizzazione, servizi digitali, intelligenza artificiale, formazione online, produzione di contenuti e rapporto con il territorio erano quindi già in corso.Il ranking ha successivamente misurato diversi ambiti sui quali l’Università aveva scelto autonomamente di intervenire. Il passaggio da 79 a 107 riflette perciò sia l’evoluzione dello strumento di valutazione sia, soprattutto, la presenza di servizi, contenuti e infrastrutture concrete che hanno migliorato l’esperienza digitale degli utenti. Un risultato e, insieme, un punto di partenza Il primo posto tra i medi atenei statali certifica un risultato, ma rende soprattutto visibile un metodo. Il nuovo portale organizza gli accessi; gli otto percorsi riconoscono esigenze diverse; UNIFIND rende esplorabili didattica, ricerca e competenze; la traduzione AI in sei lingue amplia la portata internazionale; accessibilità, chatbot e WhatsApp Business riducono le distanze; il DEH ALMA trasforma le competenze digitali in produzione didattica; vlog, social wall e nuovi format danno continuità al racconto.Dietro ogni indicatore ci sono competenze, collaborazione e lavoro quotidiano. Il valore del risultato CENSIS sta proprio nel rendere misurabile una trasformazione costruita nel tempo: un’Università più facile da trovare, comprendere e utilizzare, più aperta ai pubblici internazionali e più capace di raccontare, insieme al territorio, il valore che produce. Per approfondire Indagine CENSIS 2026Report su Comunicazione e servizi digitaliAnalisi sugli indicatori sito web e social Contatti Antonio Varcasia 079 229467 varcasia@uniss.it