Dipartimento Dumas: Cardone confermata nel ruolo di Direttrice 21 July 2026 Il Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari ha scelto la continuità, rieleggendo la professoressa Lucia Cardone nel ruolo di direttrice per il triennio 2026-2029.Professoressa ordinaria di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali (PEMM-01/B) nel Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, Lucia Cardone si occupa di cinema italiano e delle sue intersezioni con le altre arti e con gli immaginari popolari, soprattutto nella prospettiva dei Women’s Studies. Di taglio multidisciplinare, le sue ricerche si muovono intorno alle scritture femminili, all’industria culturale e ai legami tra giornaliste, letterate, attrici e cinema (https://www.damadivagrafie.org). Ha pubblicato numerosi saggi fra i quali «Noi donne» e il cinema. Dalle illusioni a Zavattini (2009), Melodramma (2012) e il recente Un copione tutto per sé. Attrici e scrittrici nel cinema italiano sotto il fascismo (2025).Ha creato e coordina la rete FAScinA – Forum annuale delle studiose di cinema e audiovisivi, ed è direttrice, con Mariagrazia Fanchi, della collana omonima pubblicata dalle edizioni ETS di Pisa.«Nel mio primo mandato sono stata sostenuta da un'eccellente squadra di colleghe, colleghi, collaboratori e collaboratrici, oltre che da tante persone volenterose che hanno condiviso con me le scelte del Dipartimento, determinando una buona gestione organizzativa e un clima caratterizzato da serenità e condivisione – ha dichiarato la professoressa Cardone - Desidero sottolineare come mi stiano a cuore il dialogo, l’ascolto e la cura per il circostante: da qui discende l’impegno a cercare di risolvere le questioni problematiche che via via si presenteranno.Pur nella dimensione circoscritta di un Dipartimento, vorrei poter proseguire, insieme alla eccellente équipe che mi accompagna, a immaginare il DUMAS come uno spazio vivacemente trasformativo. Penso si debba continuare a lavorare tutti insieme, valorizzando le differenze e costruendo e rafforzando proficue relazioni tra docenti con storie personali e appartenenze disciplinari variegate, studenti desiderosi di formazione e personale tecnico-amministrativo ben preparato e animato da un forte spirito di servizio. Intrecciando le nostre singolarità, abbiamo dimostrato di saper agire come una comunità coesa: mi pare un segno di speranza e un buon auspicio per il prossimo futuro.»