Uniss celebra la Giornata mondiale contro la desertificazione

Giovedì, 16 Giugno 2022

Il Dipartimento di Agraria e il Nucleo di Ricerca sulla Desertficazione dell’Università di Sassari celebreranno, con un evento internazionale che si svolgerà il 17 giugno 2022 presso la sede del Dipartimento (Aula Barbieri), il DD-day 2022 (Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione), istituita dall’ONU, che dal 1994 sensibilizza l’opinione pubblica mondiale e promuove iniziative internazionali per combattere la desertificazione, cioè la perdita di fertilità del suolo e il conseguente degrado delle risorse naturali.

L’iniziativa coinvolgerà Anna Luise, membro della Science Policy Interface della Convenzione ONU sulla Desertificazione e la Siccità (UNCCD); Marco Orlando, Programme Manager del Programma PRIMA; i tre coordinatori dei progetti recentemente finanziati dalla Fondazione PRIMA sulla desertificazione nel Mediterraneo (Mara-Mediterra, React4Med e Salam-Med) e una giovane rappresentanza del progetto europeo Ewa Belt e del dottorato di ricerca nazionale in Sviluppo sostenibile e cambiamento climatico.

L’evento, organizzato nell’ambito di “Snai sa Terra”, Summer School sulle interazioni suolo-piante-microrganismi in aree contaminate da elementi potenzialmente tossici, avrà una prima parte in lingua italiana, rivolta a studenti, dottorandi di ricerca, ricercatori, dottori agronomi, sulle tematiche inerenti al progetto nazionale PRIN RIZOBIOREM sul recupero dei suoli degradati e inquinati. RIZOBIOREM ha messo a punto tecniche di risanamento dei suoli (Sanai sa Terra) a basso costo e basate su soluzioni naturali (nature-based solutions), con l’impiego combinato di ammendanti organici, piante e microorganismi.

È possibile registrarsi sul sito della Scuola https://bit.ly/sanaisaterra . La partecipazione è prevista in modalità mista, con possibilità di intervenire anche da remoto mediante la piattaforma Teams (link  https://bit.ly/DD-day2022 ).

Quest’anno il tema della Giornata Mondiale è incentrato sulla siccità, col tema “Rising up from drought together” (Risorgere insieme dalla siccità). Dal 1970 in poi, il 50% di tutti i disastri e il 45% dei 650.000 morti ad essi associati sono stati causati da eventi climatici estremi e da crisi idriche. Tragicamente, 9 su 10 di queste morti si sono verificate nei paesi in via di sviluppo, dove la siccità risulta essere la principale causa di perdita di vite umane (WMO, 2021). Ma anche nei paesi sviluppati si è verificato un aumento di eventi siccitosi dal 2000 a oggi del 29% rispetto ai decenni precedenti. Gli impatti sono particolarmente gravi per le categorie più deboli: donne e bambini sono i più esposti. Eppure, i danni della siccità sulla società, sugli gli ecosistemi e sull’economia sono decisamente sottostimati. 

L’Italia non è esente da eventi estremi di siccità, come abbiamo visto, ad esempio,  recentemente in  Pianura Padana, dove il regime del Po è alterato oltre che dai lunghi periodi siccitosi, dalla riduzione dei ghiacciai in quota, con conseguenze gravi  come la  salinizzazione delle falde acquifere in prossimità della foce del fiume, con terribili rischi in particolare per l’agricoltura.

 

Sassari, 13 giugno 2022