Ateneo

Un piano per il rientro in sicurezza dei nostri Erasmus

Domenica, 15 Marzo 2020

Nei giorni scorsi sono state valutate tutte le possibilità che avrebbero permesso un rientro sicuro a un gruppo di studenti, borsisti, dottorandi e assegnisti italiani che attualmente si trovano nella penisola iberica per motivi di studio e ricerca e che avevano richiesto di tornare in Sardegna.
Non un rientro forzato quindi ma un aiuto che l’Ateneo era pronto a dare per i suoi studenti e collaboratori in difficoltà.

Era pronto un piano, in accordo con Prefettura di Sassari, Ambasciata italiana a Madrid e con tutte le autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, per organizzare un corridoio di rientro sull’isola: il rientro sarebbe stato debitamente concordato alle autorità preposte per organizzare i controlli sanitari allo sbarco e la necessaria quarantena.
Il coordinamento con le autorità avrebbe garantito la salute di tutti: di coloro che si apprestano a fare il viaggio in un ambiente protetto e di parenti e territorio rispetto a persone che avrebbero potuto contrarre il virus, una volta arrivati i nostri studenti e ricercatori.

L’ultimo Decreto ministeriale [ DM .117 del 14 marzo 2020 ] ha però bloccato la loro partenza, che era prevista per martedì con la tratta Barcellona-Porto Torres gestito dalla GNV.
L’operazione, che avrebbe poi interessato anche altri paesi d’Europa che ospitano nostri studenti, ha solo avuto una battuta d’arresto ma non si è chiusa.
Il recupero dei nostri studenti potrebbe realizzarsi con l’autorizzazione del Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, visto che il decreto emanto il 14 marzo prevede “improrogabili esigenze” e, sostiene il Rettore, «questo caso ricade all’interno di esigenze improrogabili».
L’Erasmus, così come tutti gli altri nostri progetti di scambio e mobilità, sono un punto di forza dell’Ateneo turritano ed è dovere dell’Università di Sassari provvedere concretamente all’assistenza dei nostri studenti, studentesse, ricercatori e ricercatrici soprattutto in una situazione di questo tipo.

La macchina organizzativa si è di nuovo attivata e l’Ateneo si sta già muovendo per trovare una soluzione rapida di concerto con la Regione e tutte le autorità competenti.

«Noi non lasciamo soli né i nostri studenti e le nostre studentesse né i nostri ricercatori e le nostre ricercatrici e ci stiamo attivando anche per il loro rientro da altri stati esteri. Ricordo che chiunque avesse necessità, può prendere contatto con noi attraverso relint@uniss.it o con il referente Erasmus del dipartimento di appartenenza».