Il primo flash mob riparativo_Tempio Pausania 23 novembre 2016_Università di Sassari

A Tempio Pausania il primo flash mob riparativo

Mercoledì, 23 Novembre 2016

Dal Parco delle Rimembranze a piazza Gallura, passando per largo De Gasperi, corso Matteotti, piazza Italia e via Roma: ha attraversato il centro di Tempio Pausania il primo flash mob riparativo ideato e organizzato dal  dal gruppo di ricerca della Cattedra di Psicologia sociale e giuridica del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Un filo rosso, metaforico e reale, ha legato tutti i partecipanti in una “unione-comunità”. Era presente il presidente dell'ordine dei giornalisti della Sardegna Francesco Birocchi.

Studenti e studentesse del Liceo Artistico Statale Fabrizio De Andrè hanno veicolato il messaggio della giustizia riparativa attraverso le parole chiave contenute in 200 piccoli biglietti, arrotolati e legati con il medesimo filo rosso di lana, e sono stati distribuiti ai passanti lungo il percorso. L’evento si è svolto sotto la supervisione scientifica della Prof.ssa Patrizia Patrizi ela direzione artistica di Roberto Manca, grazie all’adesione al progetto della dirigente scolastica Maria Chiara De Muro.

“Siamo veramente molto soddisfatti del coinvolgimento degli studenti degli Istituti superiori di Tempio e dell’Università di Sassari – ha dichiarato Patrizia Patrizi - è un risultato importante dopo due anni di lavoro con la comunità, e oggi la comunità è stata protagonista con quella parte di cittadini che spesso consideriamo meno presenti nella vita sociale e politica di una città”. 

Al termine del flash mob, tutti i presenti hanno preso parte alla XII conferenza riparativa che ha avuto luogo nella sala di rappresentanza del Comune per riflettere sui principi della giustizia riparativa. La giustizia riparativa è un approccio che considera il reato principalmente in termini di danno alle persone e di “fratture” relazionali che avvengono all’interno di una comunità. In questa prospettiva si lavora al fine di ottenere un coinvolgimento attivo della vittima, dell'imputato o autore di reato e della stessa comunità di riferimento nella ricerca di strategie efficaci per fronteggiare i bisogni e le richieste che emergono nell’evento-reato. Il modello di giustizia riparativa, in particolare, si propone come risposta all’incapacità dei modelli tradizionali (retributivo-punitivo e rieducativo-trattamentale) di coniugare la duplice e indivisibile esigenza della riabilitazione e della sicurezza sociale, di accogliere la sofferenza prodotta, di risanare il tessuto sociale.