Ricerca in medicina

Studio sul DNA dei sardi guidato dall'Università di Sassari

Martedì, 14 Febbraio 2017

La Sardegna, una delle isole più grandi del Mediterraneo e al centro di antiche rotte di navigazione e scambi, è da sempre oggetto di interesse per numerose discipline, prima fra tutte la genetica. La popolazione sarda, infatti, per la sua particolare storia di isolamento plurimillenario, risulta essere un “unicum” nel contesto euro-mediterraneo e può fornire informazioni preziose sul popolamento dell’Europa.

Uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Biology and Evolution (MBE), condotto da un team internazionale di ricercatori coordinato da Francesco Cucca, professore di Genetica Medica dell’Università di Sassari e direttore dell’Istituto di ricerca Genetica e Biomedica (IRGB) del CNR e da Antonio Torroni professore di Genetica dell’Università di Pavia, contribuisce a fornire nuovi dettagli sull’origine genetica della popolazione sarda, ma anche sulle migrazioni preistoriche che hanno coinvolto l’intera Europa.

La ricerca si è focalizzata sull’analisi della sequenza completa del genoma contenuto in piccoli organelli della cellula chiamati mitocondri. Tale genoma, denominato appunto mitocondriale, viene ereditato per via esclusivamente materna e contiene un registro dei cambiamenti della sequenza di DNA avvenuti nel tempo che risulta estremamente utile per ricostruire avvenimenti della preistoria. Lo studio integra sul versante dell'ereditarietà materna quanto era stato riportato in una precedente ricerca sulla popolazione sarda effettuata per via paterna sul cromosoma "Y" (Science, 2013).

In particolare i ricercatori hanno analizzato campioni di DNA mitocondriale di 3.491 sardi moderni, rappresentativi di tutte le province dell’isola, e di 21 sardi preistorici, estratti da siti archeologici datati da 4 a 6 mila anni fa.

L’analisi molecolare ha permesso di calcolare da quanto tempo questi aplogruppi sono sull’isola e ha stimato che sono tutti datati nei periodi post-Nuragico, Nuragico e Neolitico, con una quota, piccola (circa il 3%) ma significativa, che mostra età chiaramente antecedenti all’arrivo dell’agricoltura nell’isola, circa 7.800 anni fa. Questi nuovi dati gettano luce sull’origine dei primi Sardi e sulla provenienza genetica ancestrale degli Europei in generale. La nostra analisi rivela che ci sono state migrazioni verso la Sardegna, sia da Oriente che da Occidente, che hanno interessato l’Europa Mediterranea a partire dal periodo post-glaciale e prima dell’avvento del Neolitico.

Lo studio apporta un nuovo tassello al mosaico del popolamento dell’Europa, che si sta rivelando sempre più complesso e sfaccettato, specialmente nell’area Mediterranea.