Stambecco_Foto di Stefano Cerise

Sempre più caldo, sempre più in alto

Mercoledì, 18 Dicembre 2019

Uno studio condotto dal gruppo di ricerca guidato da Marco Apollonio, professore di Zoologia all'Università di Sassari, individua nell’aumento delle temperature una minaccia per lo sta,becco alpino, il cui areale rischia di dimezzarsi nei prossimi anni. 

La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports.

Lo stambecco alpino, ben adattato alle dure condizioni invernali delle Alpi, tollera poco le alte temperature, anche a causa della mancanza di ghiandole sudoripare. "Quando le temperature sono alte lo stambecco seleziona aree fresche, dove può evitare il rischio di surriscaldamento corporeo, ma dove la quantità e qualità del cibo è più scarsa – afferma Apollonio - Le analisi ci dicono che se le attività umane responsabili del riscaldamento globale rimarranno stabili, nel giro di 90 anni, verso il 2100, l’estensione delle aree utilizzate dallo stambecco sarà meno della metà di quella attuale". In uno scenario più pessimistico, con un ulteriore incremento delle attività responsabili del riscaldamento globale, la previsione è che in 90 anni gli stambecchi saranno presenti solo in un terzo dell’areale attuale.