ANNABELL, modello cognitivo formato da neuroni artificiali

Robotica dello sviluppo, l'Università di Sassari fa scuola

Martedì, 8 Marzo 2016

“A Pisa è nata la robotica soft, a Sassari quella dello sviluppo, a Genova la cognitiva: i nostri ricercatori fanno scuola”. Si parla del talento dei ricercatori italiani nel campo della robotica sul Sole 24 Ore del 6 marzo 2016. Il giornalista scientifico Riccardo Oldani parte da un articolo pubblicato il 3 febbraio su Nature per riflettere sugli enormi passi avanti compiuti dal nostro Paese, citato come luogo di frontiera della ricerca. 

All’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinato da Cecilia Laschi, è nata la “robotica soft”, tesa a realizzare automi privi di scheletri metallici o plastici, adatti a compiere movimenti e svolgere azioni di vario genere.

L’articolo affronta poi il tema della “developmental robotics”, robotica dello sviluppo, che ha l’obiettivo di creare macchine intelligenti, in grado di imparare da sole imitando i comportamenti umani. Ed è a questo proposito che Oldani menziona Bruno Golosio, il ricercatore dell’Università di Sassari che ha dato vita ad Annabell, la rete neurale artificiale elaborata assieme ad Angelo Cangelosi della Plymouth University. Pubblicata l’11 novembre 2015 sulle pagine della rivista PLOS ONE, la notizia uscita dall’Ateneo di Sassari ha fatto letteralmente il giro del mondo. In analoga direzione si era già mosso l’Istituto italiano di Tecnologia di Genova con il noto robot cognitivo iCub.

La riflessione del Sole 24 Ore prosegue con la meccanica e la robotica industriale, ben rappresentata dagli ultimi progetti elaborati dall’Università Federico II di Napoli, e con il lavoro dell’Università di Catania sul movimento innovativo dei bracci robotici.

Di questi progressi, l’ex Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, professoressa di Bioingegneria industriale, dice: “Siamo nella quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta Industry 4.0”.