Giulia Pissarello

In ricordo di Giulia Pissarello

Giovedì, 14 Gennaio 2021

La notte del 10 dicembre 2020 ci ha lasciato Giulia Pissarello. 
La sua energia e forza si sono spente improvvisamente con il suo sorriso e il profumo di fiori che sempre la circondavano. L’avevo sentita anche il giorno prima, perché mi aveva inviato un video in cui si citava Ophelia di Millais e sapeva mi sarebbe piaciuto: lei era così, premurosa, spontanea, generosa e materna. 
La sua vita intensissima sia sul piano personale sia su quello lavorativo, l’ha resa un modello per tutte le donne e ricercatrici, specialmente dell’anglistica. Laureata nel 1973 in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Pisa, vi è rimasta come ricercatrice dal 1975 al 1998, quando arrivò a Sassari dopo aver vinto un concorso nazionale per professore associato. Dal 2002 è stata Ordinario di Letteratura Inglese presso l'Università degli Studi di Sassari. Ha saputo amministrare la res pubblica con attenzione, integrità e amore dal 2004 al 2012 come Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Sassari, dove era stata già Presidente del Corso di Laurea in Lingue e Culture Straniere Moderne, Direttore del Dipartimento di Scienze dei Linguaggi e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale, guadagnandosi sul campo la stima e il rispetto degli studenti e del personale docente e tecnico amministrativo.
Fervente membro dell’AIA per tutta la sua carriera, anche dopo la pensione, è stata Coordinatrice Regionale per la Sardegna dal 2003 fino al 2012. I suoi titoli nazionali e internazionali sono numerosi, ma penso che lei avrebbe preferito che ricordassimo la sua onestà e la sincerità assoluta che l’hanno portata a coniugare interessi di ricerca e vita. Il suo essere un’esperta viaggiatrice (“Non turista, Simo! Si ricordi sempre la differenza, deh!”) l’ha portata a occuparsi a lungo della letteratura di viaggio, in particolare di DH Lawrence, Galt e degli altri scrittori anglosassoni che visitarono la Sardegna, terra che ha tanto amato e per cui ha fatto ancora di più; la perfetta padrona di casa e cuoca sopraffina era incuriosita dai manuali di Mrs Beeton; l’amante degli animali e della natura si occupava di ecocritica e degli effetti della Rivoluzione Industriale; l’interesse per i misteri della vita e della consapevolezza umana si è rispecchiato negli scritti di Joyce, T.S. Eliot, Woolf, Sillitoe e Durrell; il suo fenomenale senso dell’umorismo si dilettava con Dickens e la sua pragmaticità si trovava a proprio agio tra le righe di Defoe. I suoi interessi di ricerca hanno spaziato infatti dal '700 al '900, con particolare attenzione al Modernismo, all'onomastica e al paratesto. 
Ha scritto numerosi articoli e monografie, ma si è dedicata con particolare amore alla curatela di Atti di Convegni tra i quali si segnalano Purgatorio e Purgatori. Viaggi nella Storia, nell'immaginario, nella coscienza e nella conoscenza, (con G. Serpillo) Edizioni ETS, 2006; La lingua/le lingue di Gramsci e delle sue opere. Scrittura, riscritture, letture in Italia e nel mondo, (con F. Lussana) Rubbettino editore, 2008 e Figures in The Carpet: studi di letteratura e cultura vittoriana, Edizioni Tracce 2012. I convegni erano infatti per lei una irrinunciabile occasione di convivialità e di scienza in cui riabbracciare amici di vecchia data e incontrarne di nuovi.  
L’amicizia è stata probabilmente la vera cifra della sua vita piena ed eclettica e l’unica consolazione che posso trovare ora è il sapere che il suo affetto è stato ricambiato dai tanti colleghi e amici da cui era circondata. Il suo essere rapita così improvvisamente al nostro affetto mi sembra essere la sua ultima magistrale lezione: un’esortazione a godere ogni attimo e a non fidarsi del pericoloso prufrockiano “there will be time”.

Simonetta Falchi, docente prima dell’Università di Sassari ed ora dell’Università di Pisa