marina saba

In ricordo della professoressa Marina Saba

Venerdì, 29 Ottobre 2021

Il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Il Prorettore vicario, il Senato accademico, il Direttore generale, il corpo docente e l’intera comunità universitaria si stringono attorno ai familiari della Prof.ssa Marina Saba, mancata all’affetto dei suoi cari.Una ricercatrice e docente scrupolosa, che ha dato tanto all’Università degli Studi di Sassari.

Chi l’ha conosciuta la ricorda con rimpianto e ammirazione per il generoso impegno nella didattica e le straordinarie doti umane. La sua scomparsa lascia un vuoto non solamente nell’affetto delle persone che le sono state amiche e hanno spesso avuto modo di ammirare la lucidità della sua intelligenza e la generosità con cui si rendeva disponibile quando le si chiedeva una collaborazione o un aiuto; ma anche tra le e gli studiosi con cui manteneva fitti rapporti di dialogo, sempre interessata agli scambi e al confronto delle idee. 

La sua non fu però soltanto una vicenda di ricercatrice e di autrice di molti libri importanti: alla passione e alla competenza del suo lavoro di storica univa un impegno altrettanto grande negli aspetti concreti da cui scaturivano i suoi stessi interessi e le scelte delle tematiche collegate alla Resistenza, alla Deportazione, ai movimenti politici e sociali e al femminismo.

 

E' scomparsa a Sassari all'età di 91 anni la prof. Marina Addis Saba, collega ad amica. Si era interessata per lunghi anni alla storia delle donne nell'Italia contemporanea, al dibattito sul fascismo partendo dai Littoriali della cultura, alla lezione di Antonio Pigliaru, alla biografia di grandi personaggi come Giuseppe Garibaldi, Emilio Lussu, Anna Kuliscioff. Ci aveva coinvolto nel Dipartimento di Storia, nella Facoltà di Magistero, poi di Lettere e infine di Lingue, in tante avventure, facendoci conoscere alcune delle sue colleghe più famose, che si incontravanio regolarmente, si appassionavano occupandosi del rapporto tra la storia delle donne e la cultura democratica. L'esempio più convincente - aveva scritto La Nuova Sardegna vent'anni fa al momento del suo pensionamento, quando la festeggiamo come Dipartimento di Storia con Manlio Brigaglia - è la ricostruzione della partecipazione delle donne alla lotta di Liberazione, in cui non furono soltanto combattenti o staffette ma anche protagoniste di una 'resistenza" praticata giorno per giorno, ugualmente essenziale al risultato finale.

Aveva percorso una sua strada originale ed aveva creato intorno a se un gruppo consistente di giovani agguerrite studentesse che in quegli anni si sono impegnate, con esami e tesi di lauea, sul versante, per noi spesso sorpendente e davvero fertile, del ruolo delle donne nella cultura italiana contemporanea. Con tante sorprese e mille curiosità, oggi possiamo dire con una fedeltà che il tempo non ha mai cancellato. Condoglianze alla sua famiglia e ai suoi allievi.
(Ricordo del Rettore emerito, prof. Attilio Mastino)