Commissione di laurea dell'Università di Sassari nella casa di reclusione di Tempio-Nuchis

P.U.P. - Finanziamento del MIUR per il Polo Universitario Penitenziario

Mercoledì, 7 Marzo 2018

L’Università di Sassari si conferma anche nel 2018 all’avanguardia per i servizi offerti agli studenti di tutte le tipologie, inclusi quelli con esigenze speciali come gli studenti in regime di detenzione. L’ateneo sassarese, che ha approvato lo scorso maggio un regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Polo Universitario Penitenziario, ha visto premiati i suoi sforzi con l’erogazione da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di un finanziamento speciale di 220.000 euro. Il finanziamento, nell’ambito del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università 2017 è appositamente destinato all’implementazione delle attività del Polo Universitario Penitenziario. L'Ateneo di Sassari è stata l'unica realtà italiana ad aver beneficiato di un fondo premiale del MIUR per la didattica carceraria.

Il PUP Uniss è uno dei 17 poli italiani che coinvolgono 20 atenei. Poco meno della metà della popolazione carceraria italiana risiede in istituti penitenziari inseriti in un Polo Universitario Penitenziario. Complessivamente la rete dei PUP nazionali vede iscritti alle università oltre 450 studenti nel 2017. "Tra le realtà nazionali, quella di Sassari è l'unica insulare e l'unica in cui una università eroga servizi didattici a studenti detenuti in quattro diversi istituti penitenziari: Alghero, Sassari-Bancali, Tempio-Nuchis, Nuoro – dichiara il Delegato rettorale al Polo Universitario Penitenziario Emmanuele Farris, docente del Dipartimento di Chimica e Farmacia- Sassari è la quarta realtà italiana sia per numero di iscritti (38 nel 2017, 35 nel 2018), sia per incidenza sulla popolazione carceraria locale: 4% contro una media nazionale dell'1,9%". 

La didattica universitaria carceraria viene erogata con modalità diverse ad una platea di studenti che vanno da quelli in regime di detenzione comune, a quelli in alta sicurezza fino ad alcuni detenuti in regime 41bis. L’accesso ai materiali di studio viene sempre migliorato grazie alle sinergie con il Sistema Bibliotecario di Ateneo e l’ERSU Sassari, che dal 2017 ha raddoppiato l’importo del contributo concesso all’Università per l’acquisto dei testi necessari agli studenti detenuti e che - a seguito di un recente accordo con il Direttore Generale Antonello Arghittu - supporterà  dal prossimo anno accademico il lavoro del Polo Universitario Penitenziario nel processo di dematerializzazione e digitalizzazione dei percorsi di studio.

"Il finanziamento erogato dal MIUR, oltre a dimostrare l’attenzione che l’attività universitaria carceraria realizzata a Sassari sta suscitando a livello nazionale, consentirà di consolidare i servizi offerti agli studenti detenuti dell’ateneo, in primo luogo il servizio di tutoraggio in presenza e a distanza e i servizi informatici, sia per l’accesso ai materiali di studio sia per la gestione della propria carriera universitaria – Dichiara il Rettore Massimo Carpinelli - Si tratta di un tassello importantissimo per strutturare sempre meglio una università non solo competitiva sul versante della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico, ma che sia sempre più radicata nel contesto economico-sociale e territoriale in cui opera, con attenzione a quelle utenze che necessitano di servizi speciali dedicati affinché l’ateneo adempia alla sua prima missione: quella di erogare percorsi formativi di qualità a tutti coloro che ne abbiano i requisiti. Un ateneo non solo altamente competitivo e internazionale quindi, ma anche sempre più inclusivo".