Progetto LIFE Safe For Vultures

Progetto LIFE Safe For Vultures

Martedì, 18 Gennaio 2022

La deposizione sulle alte falesie dell’entroterra bosano accertata grazie all’attività di monitoraggio

La stagione riproduttiva del Grifone in Sardegna è ripartita sotto i migliori auspici. Nei giorni scorsi nell’entroterra bosano, in una località che non è opportuno identificare ulteriormente proprio per non attrarre i più curiosi, una coppia in età avanzata ha deposto il suo unico uovo in quella che considera la propria “nursery”: è infatti il quarto anno di seguito che i due esemplari utilizzano lo stesso nido, un lungo cornicione coperto su un’alta falesia. A fare la rilevazione è stato Alfonso Campus dell’associazione L’Altra Bosa, un gruppo di volontari e appassionati che partecipano alle attività di censimento e monitoraggio programmate nell’ambito di Life Safe for Vultures, il progetto destinato ad assicurare la sopravvivenza a lungo termine della popolazione del Grifone in Sardegna, di cui sono partner il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari in qualità di capofila insieme all’Agenzia Forestas, E-Distribuzione, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e la Vultures Conservation Foundation.

«Il rilevamento risale a due pomeriggi fa, durante la consueta attività di controllo del territorio», spiega l’attivista di L’Altra Bosa. «Di solito i Grifoni iniziano a deporre a metà gennaio e proseguono sino a febbraio – aggiunge Campus – con qualche coppia ritardataria a marzo». Ecco perché «questo è uno dei periodi più delicati del ciclo riproduttivo del grifone, che termina in agosto con l’involo dei giovani, e un disturbo sul sito riproduttivo potrebbe provocare l’allontanamento dell’adulto in cova, che se prolungato può essere fatale». Proprio per evitare rischi simili «vengono effettuati dei controlli da persone e organizzazioni autorizzate dall’assessorato regionale dell’Ambiente». Come certifica la fotografia scattata da Alfonso Campus in questa circostanza appoggiando il telefonino a un cannocchiale con ingrandimento variabile 20-60 x 80 di oculare, «i controlli vengono fatti a debita distanza, con attrezzature ottiche adeguate, e sono essenziali da un lato per scongiurare presenze che possano costituire elemento di disturbo e dall’altro per produrre documentazione visiva a corredo del monitoraggio».

Gian Mario Sias
Communication manager del progetto
LIFE Safe For Vultures