Atlante - Materiali per un Erasmus nell’isola

Mostra Atlante - Materiali per un Erasmus nell’isola

Venerdì, 13 Dicembre 2019

Inaugurazione 13 dicembre 2019, ore 18,00
MAS.EDU | Museo d’Arte Contemporanea a Sassari, via Piga angolo via Pascoli.

Dal 13 al 22 dicembre 2019 dalle ore 17,00 alle ore 20,00 (chiuso il lunedì).
L’ingresso è libero.

 

“Atlante, per un Erasmus dell’isola” ossia come vedono l’Europa i ragazzi sardi all’interno del loro confine geografico e immaginario.
Erasmus, ormai, nell’immaginario collettivo, significa viaggio, e non semplicemente viaggio di studio ma viaggio volto all’arricchimento di se stessi attraverso la conoscenza e la comparazione di nuovi idiomi, di nuovi sapori, di altri stili di vita. Un andare oltre i confini non solo del proprio paese ma anche del proprio mondo interiore.

Organizzata dall’Accademia di Belle arti “Sironi” di Sassari la mostra ha voluto effettuare una sorta di esperimento alla rovescia: immaginare l’intera Europa racchiusa entro un confine, e non un confine comune, ma quello di un’isola, che già di per sé è “confinamento”.
Un’Europa ampia e non ristretta, una crescita del confronto e della democrazia, una cultura che nelle sue forme molteplici renda a sua volta ricca l’Europa e apra, con l’entusiasmo e la freschezza delle nuove generazioni, pur indebolite da difficoltà crescenti di vita e prospettiva, ai temi dell’ambiente, oggi giustamente e drammaticamente all’ordine del giorno, verso quello ’sviluppo sostenibile’ che è uno dei punti di riferimento e obiettivo globale del programma ‘Erasmus +’.

La formazione è un viaggio, un processo culturale di estrema delicatezza e responsabilità, un percorso di coltivazione della persona. Riluttante a tutte quelle pratiche che sviliscono il senso stesso dell’essere umano, l’atto artistico diventa un viaggio nel mondo, un modo per farci ascolto e accoglienza. Una funzione fondamentale, questa narrazione singola che diventa collettiva, questa costruzione del contemporaneo che ci rivela a noi stessi come generazione nella sua meravigliosa complessità, anche e soprattutto se praticata da apparenti distanze quali le così dette “periferie” che diventano, invece, avamposti di coraggio, orizzonti da dove guardare il mondo.