Da sinistra, Plinio Innocenzi, Antonio Di Rosa, Massimilano Lisa, Edoardo Zanon

Mille volte Leonardo: anche l’Università di Sassari celebra il genio rinascimentale

Venerdì, 17 Maggio 2019

Uno, cento, mille Leonardo Da Vinci. Uno perché unico, 100 come i suoi interessi, 1000 come le invenzioni che gli vengono attribuite e i possibili modi di raccontare il genio italico, nato ad Anchiano (Vinci) nel 1452.

A Milano, il centro studi “Leonardo 3” ha scelto di raccontare la figura di Leonardo Da Vinci con un approccio innovativo, che mette insieme lo studio dei manoscritti, la ricostruzione delle macchine e la ricerca tecnologica. Il risultato è un museo capace di mostrare in anteprima al pubblico alcune delle macchine immaginate da Leonardo con l’impiego di metodologie all’avanguardia. E oltre ad essere interessante per gli adulti, quest’esposizione, collocata all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II a pochi passi dal Duomo, è adatta anche ai bambini, grazie ai molteplici schermi che spiegano con giochi, video, foto accattivanti e un linguaggio semplice gli ingranaggi delle macchine immaginate da Leonardo e il significato dei suoi dipinti più famosi, come la Dama con l’ermellino e la Gioconda. Una stanza, dotata anche di un dispositivo per la realtà virtuale, è completamente dedicata al “Cenacolo”, un affresco realizzato a Milano dall’artista alla fine del 1400 con una tecnica sperimentale rivelatasi inadatta.

All’incredibile figura di questo poliedrico pittore-inventore, l’Università degli Studi di Sassari il 3 maggio ha dedicato il primo di una serie di appuntamenti culturali che continueranno tra giugno e luglio a beneficio di tutta la cittadinanza (prossimi eventi il 14 giugno e il 5 luglio). L’evento su Leonardo Da Vinci, intitolato “Leonardo innovatore, inventore e ingegnere”, ha cercato di raccontare le tante sfaccettature di un geniale autodidatta da un punto di vista non convenzionale, sfatando molti miti e dando conto di alcune intuizioni che per quei tempi hanno oggettivamente dell’incredibile. Alla conferenza, moderata dal direttore del quotidiano “La Nuova Sardegna” Antonio Di Rosa, sono intervenuti tre relatori: Plinio Innocenzi, professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali all’Università di Sassari nonché responsabile del Laboratorio di Scienza dei Materiali e Nanotecnologie, addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Pechino dal 2010 al 2018; Massimiliano Lisa, giornalista specializzato in tecnologia, direttore del Leonardo 3 Museum; Edoardo Zanon, laureato in Disegno industriale e cofondatore del centro di ricerca Leonardo 3 (www.leonardo3.net).

Plinio Innocenzi ha spiegato da dove trae origine il fenomeno Leonardo Da Vinci: nasce in un contesto ricco di innovatori, ingegneri e architetti di livello dai quali lui impara molto. A Firenze, entra in contatto con le macchine che erano servite a Filippo Brunelleschi per realizzare la cupola del Duomo, un’opera di grande difficoltà perché costruita senza centine. A Milano, la sua principale attività è quella di organizzare feste grandiose, allietate da macchine che servono a stupire gli ospiti del Duca Ludovico il Moro. Inventa anche strumenti musicali come la clavi-viola (riprodotta proprio al museo Leonardo 3). Innocenzi si è poi soffermato sull’uomo vitruviano (l’uomo dalle misure perfette, tratto dal De Architectura di Vitruvio) e su due intuizioni geniali di Leonardo: la luna cinerina (Earthshine) e la turbina a vapore.

Massimilano Lisa ha chiarito come il mito di Leonardo inventore di qualsiasi cosa fosse frutto della propaganda fascista. In realtà, è stato sicuramente un precursore ma non ha cambiato la storia della scienza. Era senza dubbio un grande disegnatore e un pittore (apprese le tecniche di base nella bottega di Verrocchio), inventore dello “sfumato” come tecnica per generare movimento; con soli 20 dipinti ha cambiato la storia della pittura mondiale. Ma non era uno scultore né un architetto. Era più che altro “artista della scienza e scienziato dell’arte”. Non aveva paura di sperimentare e questo lo ha portato a fallire moltissime volte: si pensi agli affreschi della battaglia di Anghiari e dell’Ultima cena, ma anche le reiterate promesse di pubblicare dei saggi, che mai hanno visto la luce, rappresentano il mancato raggiungimento di un obiettivo dichiarato.

Edoardo Zanon si è concentrato sulla passione per il volo di Leonardo Da Vinci, a conti fatti una sorta di ossessione che forse si spiega con un sogno di Leonardo bambino: a quanto scrive egli stesso, un nibbio si posò sul bordo della sua culla. Leonardo non ha mai volato e nessuna delle macchine da lui progettate si è mai sollevata in volo, ma l’artista aveva le idee abbastanza chiare per quel periodo: aveva capito che l’aria era un fluido e si era avvicinato a descrivere il concetto di portanza.

In definitiva, due sono i lasciti immortali dell’artista-scienziato: la consapevolezza che nella vita è necessario trovare una specializzazione, ma anche la certezza che la creatività nasce dalla conoscenza e che non c’è conoscenza senza curiosità.

I prossimi appuntamenti culturali proposti da Uniss nell’ambito della rassegna “Uniss Cult”, grazie all’impegno del Delegato alla divulgazione scientifica Roberto Furesi, si terranno il 14 giugno, con l’economista Massimo Morelli, e il 5 luglio con il filologo Luciano Canfora.

Valentina Guido

ufficiostampa@uniss.it