Massimo Carpinelli

L'Università inverte la tendenza: iscritte più di 4000 matricole

Lunedì, 18 Marzo 2019

“Un’inversione di tendenza che premia il lavoro di questi anni”
Con queste parole il Rettore, Massimo Carpinelli, commenta i dati relativi alle iscrizioni per l’A.A. 2018/19 in relazione anche ai numeri degli anni passati. Un dato significativo che dimostra come, in soli tre anni accademici, siamo passati dai 3.123 immatricolati del 2015/16 agli attuali 4.004, con un incremento del 28.2%

Per comunicare questo risultato, frutto del lavoro di tutte le componenti dell’Università di Sassari, il Rettore scrive:

Care studentesse e cari studenti e care colleghe e cari colleghi,

ho il piacere di comunicarvi che per l’anno accademico 2018/19 abbiamo superato le 4.000 immatricolazioni, un numero di nuovi iscritti che il nostro ateneo non raggiungeva da tempo. I dati ci dicono che siamo riusciti ad invertire una tendenza a perdere studenti che rischiava di diventare cronica. In soli tre anni accademici siamo passati dai 3.123 immatricolati del 2015/16 agli attuali 4.004, con un incremento pari al 28.2%. È significativo il fatto che questo risultato sia stato raggiunto in un contesto generale non certo favorevole, nel quale spiccano, come ben sapete, la decisa contrazione di risorse patita in questi anni dal sistema universitario - in specie da quello meridionale - e la debolezza economica del nostro territorio. I nuovi immatricolati, insieme alle studentesse e agli studenti già iscritti, ci accordano una fiducia che non possiamo deludere e dalla quale dobbiamo trarre energie per te dare loro le migliori risposte possibili.

Voglio sottolineare l'apporto fondamentale di tutti coloro che hanno reso possibile raggiungere questo traguardo, di tutte le colleghe e i colleghi si spendono affinché l’Università di Sassari sia sempre più degna di custodire il bene preziosissimo della conoscenza. 

Ogni giorno ci confrontiamo con sfide gigantesche che la didattica, la ricerca e i servizi al territorio ci spingono ad affrontare. Per chi non conosce i meccanismi della burocrazia italiana, non è facile capire il senso di frustrazione e impotenza che a volte prende il sopravvento sui docenti e su tutto il personale più intraprendente ed ottimista. Lo facciamo perché crediamo nella nostra missione e perché sappiamo che non c’è maggior investimento nel futuro che quello di formare le nuove generazioni alle sfide del domani. Negli occhi dei nostri studenti si può vedere la speranza di ciò che sarà il loro futuro e, nel vedere questa speranza, capiamo che ogni sforzo profuso per alimentare la curiosità e il pensiero critico dei nostri giovani è energia ben spesa.

Massimo Carpinelli