Rettore Massimo Carpinelli

L'Università di Sassari cresce e fa sistema

Domenica, 31 Dicembre 2017

Nel 2017 l'Università di Sassari ha lavorato per innalzare i suoi standard, per migliorare la sua qualità, e consentire ai suoi studenti di correre al pari degli altri per le strade che portano all'occupazione e alla realizzazione professionale, in Sardegna, in Italia e nel mondo.

Partiamo dalle novità più recenti: la ristrutturazione volta a razionalizzare la struttura d'ateneo ha portato ad una riduzione dei dipartimenti, passati da 13 a 10: ciò non ha pregiudicato in alcun modo l'offerta formativa, ma ha anzi contribuito a una razionalizzazione delle risorse che permetterà nuovi investimenti. Grazie all'impegno sul bilancio abbiamo margini per una politica di reclutamento sia nel settore tecnico-amministrativo che sul corpo docente. La nostra offerta formativa rinnovata ha incontrato l'apprezzamento dei giovani e delle loro famiglie perché rappresenta una reale opportunità di crescita e formazione.

Quest'anno vantiamo un +11% alla voce immatricolazioni, che con il +14% dello scorso anno porta il numero complessivo di iscritti ben oltre i 13mila. Non solo: Sassari è tornata a essere anche una realtà di tutto rispetto nel panorama italiano; è terza fra gli atenei italiani di dimensione media secondo la classifica Censis 2017 e figura nella classifica internazionale del Times dei primi 1000 atenei del mondo, risultati ai quali corrisponde un rinnovato prestigio sulla scena delle politiche universitarie nazionali. Il risultato ci riempie di orgoglio con tutta la forza dei numeri: ma se lo abbiamo raggiunto non è certo per dichiararcene soddisfatti e fermarci.

Uno dei fronti sui quali più mi sono impegnato è quello di fare dell'Università una realtà dinamica, in grado di offrire risorse e opportunità al suo territorio, accogliendone al contempo le esigenze e le specificità, come avviene nelle sedi di Alghero, Nuoro, Olbia, Oristano. Sono convinto che solo facendo sistema con la Regione e le istituzioni, si possa contrastare l'abbandono scolastico e offrire ai nostri ragazzi un ventaglio di opportunità che li porti, se lo vogliono, oltre i confini dell'Isola e d'Italia, per guardare con fiducia all'Europa e al mondo intero.

Qualità di didattica e servizi, apertura al territorio, internazionalizzazione, comunicazione con il mondo della scuola e del lavoro: sono i princìpi-guida della mia azione di governo, condivisa con i direttori di dipartimento e tutte le componenti del nostro ateneo; princìpi che però poggiano a loro volta e si alimentano di quella che rimane la vera essenza di una Università: la ricerca. Questa può e deve essere declinata secondo le specifiche esigenze del contesto, ma senza mai perdere di vista l'apporto di originalità e impatto nell'orizzonte globale del confronto internazionale. Ne sono esempi di eccellenza i progetti per il Centro Mediterraneo per il controllo delle malattie e il laboratorio per l'osservazione delle onde gravitazionali e gli esperimenti di fisica fondamentale di "Sos Enattos", a Lula. Quella che vorremmo è una Università laica e aperta, che non fa discriminazioni, che ha uno dei suoi cardini nell'integrazione e nell'internazionalizzazione: penso alla mia recente missione in Cina; penso alla costituzione del polo universitario penitenziario; penso al programma Formed per il reclutamento di studenti nell'area nord africana; penso agli oltre 300 medici specializzandi già arrivati a Sassari dalla Cina; penso al lavoro attivo svolto con i rifugiati grazie alla sinergia con le istituzioni locali competenti in materia.

Chi mi conosce sa che guardo alla sostanza e alla realtà dei fatti piuttosto che alle intenzioni e ai buoni propositi, ma l'inizio di un nuovo anno porta sempre con sé la consapevolezza di quanto fatto e di quanto ancora resta da fare. All'Università di Sassari abbiamo fatto molto e faremo ancora di più: per noi stessi, per i nostri giovani e per tutta la Sardegna.

Massimo Carpinelli

Rettore dell'Università di Sassari