Sede del museo biddas a Sorso

Le best practice di Biddas, museo Uniss che vieta i divieti

Lunedì, 12 Marzo 2018

Si è tenuto venerdì 9 marzo a Napoli il Convegno ICOM sui Musei, un appuntamento dedicato ai musei archeologici in rapporto ai paesaggi culturali e al patrimonio "a cielo aperto". Durante l’evento, tra gli altri musei vincitori del Premio nazionale Francovich sull'innovazione museale, è stato citato come esempio di best practice il Biddas, Museo dei villaggi abbandonati della Sardegna, allestito a Sorso (SS) e vincitore di questo premio nel 2013.

Il museo è strettamente connesso alle ricerche archeologiche condotte dall’Università di Sassari, sotto la guida del Prof. Marco Milanese, Direttore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Ateneo sassarese.

Si tratta del primo museo dedicato specificamente al tema dello spopolamento dei villaggi, e rappresenta pertanto un esempio di come i «musei possano essere luoghi dove spiegare la storia, prima di essere contenitori di oggetti», ha dichiarato Marco Milanese.

Biddas è un museo aperto, concepito come un «ambiente di apprendimento, nel quale il visitatore si immerge ed è coinvolto da suggestioni, parole chiave, ricostruzioni, suoni ed un contatto diretto con i materiali», ha sottolineato il Prof. Giuliano Volpe, rettore emerito dell'Università di Foggia e Direttore del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Il Biddas, infatti, si caratterizza per aver vietato i divieti, spingendo i visitatori a toccare, fotografare, accedere ai dati e a scaricare informazioni dalle postazioni informatiche.