Il filologo Luciano Canfora per la rassegna UnissCult_Università di Sassari

"Il suffragio universale è un fossile, dobbiamo trovare altre strade"

Giovedì, 18 Luglio 2019

"La storia del suffragio universale in Italia è una storia dolorosissima. Fu una grande esigenza sempre respinta con sospetto". Così il filologo e saggista Luciano Canfora a margine della conferenza "Storia del suffragio universale", terzo appuntamento della rassegna "Uniss Cult" promossa dall'Università di Sassari.

In un'aula magna affollata, nonostante fosse il pomeriggio inoltrato di un venerdì di luglio, il professore emerito di Filologia classica dell'Università di Bari ha ripercorso i trascorsi del suffragio universale – elemento fondante di ogni democrazia non privo, però, di limiti qualitativi e quantitativi lungo l'arco di tutta la sua storia. Da Atene ai giorni nostri, passando per Napoleone III in Francia, la Germania,  l'Italia fascista, il discorso è sempre supportato dai testi di riferimento. Da  filologo, Canfora prende le mosse dalla voce "suffrage" dell'enciclopedia francese; si sofferma sul "Principio di maggioranza" di Edoardo Ruffini (1926), cita Tocqueville, autore di un volume sulla democrazia in America, e "Il manifesto" di Marx ed Engels. Quello che emerge è che il suffragio universale di fatto, nei primi secoli di vita, non è stato mai universale nella misura in cui ha escluso molta parte della cittadinanza. In questo senso l'Italia è stata sempre paradigmatica: nel 1861, quando nacque il Regno d'Italia, i votanti furono solamente l'1,9%, e di questi votò solo il 57% degli aventi diritto. Nel 1888 il diritto di voto venne concesso al 2,2% della popolazione. Ma è solo con la sinistra "storica", e in particolare con Agostino Depretis, che il numero degli aventi diritto al voto sale al 6,9%. Anche in questo caso però, quando le urne chiamano, solo il 60% risponde. Ulteriori evoluzioni si conoscono con Giolitti: finalmente, nel 1912 vengono rimossi i limiti dovuti al censo e all'istruzione, con la conseguenza che la platea di elettori arriva a comprendere praticamente tutti i maschi sopra in 30 anni. Tuttavia, come sottolinea Canfora, le donne restano ancora fuori. Come sappiamo, vengono ammesse per la prima volta alle urne solo nel 1946.

Lieto fine, dunque? Secondo Canfora no, perché in ogni epoca, anche ai giorni nostri, varie forze politiche hanno tentato di porre un freno alla grande portata innovatrice del suffragio universale, provando ad attribuire un peso diverso a seconda dell'estrazione sociale e del livello culturale dei votanti (un principio caro a Mussolini). Oggi è ancora attuale il dibattito tra chi sostiene il sistema elettorale proporzionale, in grado di garantire rappresentanza a tutte le diverse anime politiche, e il sistema elettorale maggioritario che invece fa della "governabilità" la propria bandiera.

"Quando il suffragio universale finalmente diventò senso comune e norma, aveva perso quasi tutta la carica innovativa che conteneva quando veniva richiesto. Oggi paradossalmente è uno strumento dal quale molta parte degli aventi diritto si ritrae", continua Luciano Canfora.  Lo si è visto anche alle ultime elezioni europee con un'affluenza alle urne pari al 56%, in calo di circa 2,5 punti percentuali e un crollo soprattutto nel Sud e nelle isole. Del resto, in Sardegna non è andata meglio alle elezioni regionali del 24 febbraio e alle amministrative del 16 giugno 2019 in termini di coinvolgimento degli aventi diritto.

"L'assenteismo è diventato fenomeno di massa – ha affermato Canfora - Dico di più: non è ingiustificata questa fuga dal suffragio. È l'effetto di una disillusione molto forte alla quale si cerca di porre rimedio con scorciatoie demagogiche eccitanti e per ciò stesso molto pericolose. Il suffragio universale ha alle spalle un paio di secoli di esperienze molto tormentate con effetti talvolta allucinanti; oggi è un fossile, quindi dobbiamo trovare altre strade".

La conferenza di Luciano Canfora è stata preceduta dal saluto del Magnifico Rettore, Massimo Carpinelli, e da un intervento della professoressa Valentina Prosperi, docente di Filologia classica all’Università di Sassari.

Valentina Guido

ufficiostampa@uniss.it

 

Video - L'intervista completa a Luciano Canfora

UnissCult

La rassegna UnissCult è cominciata il 3 maggio con una conferenza dedicata a “Leonardo innovatore, inventore e ingegnere” ed è proseguita il 14 giugno, sempre nell’Aula Magna di Ateneo, con una riflessione sulla trappola del nazionalismo a cura dell’economista Massimo Morelli. Dopo l’appuntamento del 5 luglio con Luciano Canfora, la rassegna UnissCult, grazie all’impegno del Delegato alla divulgazione scientifica Roberto Furesi, andrà avanti con l’intento di offrire alla comunità cittadina occasioni di confronto e riflessione su rilevanti temi di attualità. 

 

Luciano Canfora

Luciano Canfora è professore emerito di Filologia classica all'Università degli Studi di Bari, dove è stato professore ordinario dal 1975 al 2012. E' coordinatore scientifico della Scuola superiore di Studi storici di San Marino. Dirige la rivista  Quaderni di storia, e le collane di classici La città antica (Sellerio), Paradosis (Dedalo), Ekdosis (Ed. Pagina), “Historos” (Sandro Teti, Roma).

Fa parte del comitato direttivo e scientifico delle riviste: “Journal of Classical Tradition” Boston, “Atene e Roma” Firenze, “Historia y Critica” Santiago di Compostela, “Les Études Classiques” Namur, “Anabases” Toulouse, “Filosofia dei Diritti Umani/Philosophy of Human Rights”, “Limes” Roma, “Lexicon Philosophicum” CNR Roma, “Todomodo” Firenze. Dal 2002 fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto della “Enciclopedia Italiana”. Collabora con il "Corriere della Sera". Studia problemi di storia antica, papirologia letteraria, letteratura greca e latina, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura dalla Riforma al Novecento europeo. Ha pubblicato tra l’altro una reinterpretazione della storia della biblioteca di Alessandria: La biblioteca scomparsa (Sellerio), tradotta in francese, tedesco, inglese, spagnolo, portoghese, olandese, neogreco, giapponese, coreano; riproposta nella collezione speciale “La rosa dei venti”.

Nel campo della storia delle letterature classiche ha scritto per Laterza una Storia della letteratura greca (2001), tradotta in francese e in ceco, più volte ristampata (ultima ed. ampliata nella “Biblioteca storica Laterza”, 2013); sempre per Laterza: I classici nella storia della letteratura latina; per La Salerno Editrice ha curato i volumi: Lo spazio letterario della Grecia antica.

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