Il Rettore Massimo Carpinella alla presentazione della digitalizzazione dell'archvio di Antonio Segni

Digitalizzato l'archivio di Antonio Segni

Mercoledì, 14 Marzo 2018

L'Università di Sassari e la Fondazione Antonio Segni hanno presentato ieri sera l'opera di digitalizzazione dell'Archivio Antonio Segni, realizzata grazie al sostegno della Fondazione di Sardegna. Sono intervenuti Mario Segni, Presidente della Fondazione Antonio Segni; Carlo Mannoni, Direttore della Fondazione di Sardegna; Massimo Carpinelli, Rettore dell’Università di Sassari; Attilio Zannoni, informatico(Archisard); Salvatore Mura, assegnista di ricerca del Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della formazione dell'Università di Sassari, autore di una biografia di Antonio Segni recentemente edita da "Il Mulino".

Antonio Segni, professore di Diritto processuale, è stato Presidente della Repubblica italiana dal 1962 al 1964, dopo esser stato Ministro dell'Agricoltura, della Pubblica Istruzione, degli Esteri e Presidente del Consiglio, per citare solo gli incarichi principali.

Magnifico Rettore dell'Università di Sassari dal 1944 al 1951, è l'indimenticato fondatore della facoltà di Agraria dell'Ateneo Sassarese.

L'Università di Sassari, in particolare il Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della formazione, è  costantemente impegnata in azioni di valorizzazione di questo ampio archivio, dal valore inestimabile, che certamente grazie all'opera di digitalizzazione sarà da ora ancora più accessibile e fruibile. "Con la digitalizzazione è possibile raggiungere un pubblico molto più ampio, e ciò rappresenta una grande occasionedi apprendimento anche per i nostri studenti e le nostre studentesse", ha dichiarato Massimo Carpinelli.

Il fondo documentale è costituito da circa 12.000 documenti con carte che vanno dal 1863 al 1972. Risulta suddiviso in due grandi versamenti: le carte riordinate dal prof. Manlio Brigaglia e quelle catalogate sotto la direzione della dott.ssa Carla Ferrante. Entrambi i versamenti sono stati digitalizzati. L’attività di digitalizzazione non ha in nessun modo alterato l’attuale disposizione dei documenti ed è stata effettuata con dispositivi atti a preservarne l’integrità. 

Il risultato è un archivio di 70mila pagine acquisite digitalmente, nella prospettiva di una fruizione on line, almeno parziale.