mano con posidonia oceanica

Alla ricerca dei semi di posidonia

Lunedì, 6 Giugno 2022
semi di posidonia sulla sabbia marina

Anche quest’anno, Patrizia Stipcich e Arianna Pansini, due dottorande dell’Università di Sassari in Architettura ed Ambiente (ecologia marina) inizieranno un esperimento che prevede l’acquisizione di dati sulla presenza in Sardegna di semi o frutti di Posidonia oceanica.
Lo scorso anno, grazie all’aiuto di tanti è stato possibile raccogliere un numero sufficiente di frutti di P. oceanica per effettuare esperimenti che hanno permesso di valutare la vulnerabilità di questa pianta nelle prime fasi di sviluppo.

Il contributo di professionisti e qualsiasi attento osservatore di fenomeni naturali è fondamentale nella riuscita della ricerca.

Anche quest’anno, ci rivolgiamo a chiunque voglia collaborare alla conservazione e il ripristino di prateria di Posidonia oceanica, proseguendo un esperimento che prevede l’acquisizione di dati sulla presenza in Sardegna di semi o frutti di Posidonia oceanica, per poter studiare l’adattamento dei semi stessi e delle praterie alle diverse coste – e dunque temperature  – della regione.

In Sardegna il periodo di produzione dei semi inizia a metà primavera e termina più o meno a metà estate ed ogni prateria può germinare in momenti diversi. 
La germinazione dei semi della pianta marina Posidonia oceanica è la fase più vulnerabile del ciclo vitale della pianta stessa. La dispersione dei propaguli, l’insediamento ed il reclutamento rappresentano passaggi critici che determinano la sopravvivenza o meno della pianta nel primo anno vitale. Questo tipo di riproduzione sessuale viene utilizzato dalla pianta per espandersi, colonizzare nuove aree ed aumentare la variabilità genetica.

Il gruppo di ricerca rivolge dunque un appello a quanti durante passeggiate sulla spiaggia, attività di snorkeling o immersioni subacquee in Sardegna possano avvistare semi o frutti di Posidonia oceanica: il contributo di professionisti e qualsiasi attento osservatore di fenomeni naturali è fondamentale nella riuscita della ricerca e diventerà utile annotando la data, il luogo e commenti sulla quantità ritrovata, avvisando gentilmente poi il gruppo tramite l’invio di una email a patriziastipcich@libero.it o apansini@uniss.it

Le esperte saranno così pronte ad intervenire per raccogliere il materiale.
Nella news due immagini esemplificative del tipo di semi e frutti citati.