da Venerdì, 30 Ottobre 2020 a Sabato, 31 Ottobre 2020
ore: 08:30
Conferenza

XXIII Congresso Società italiana di psichiatria forense

Evento online

Carissimi,

La pandemia di Covid-19 si sta delineando come una prova generale per l’intera umanità alla quale siamo arrivati impreparati. Tutti abbiamo affrontato la pandemia con poche conoscenze e nessuna esperienza. È la prima pandemia della nostra esistenza. È come se affrontassimo una prova generale alla quale ci ha richiamato la Natura attraverso un virus sconosciuto.

In questo periodo abbiamo assistito a un insieme di dichiarazioni, posizioni, comportamenti molto contrapposti tra loro.

Spesso sia la comunità scientifica che i sanitari non hanno saputo parlare con un’unica voce per far capire la drammaticità della situazione, persi e dispersi in rigagnoli di teorie contrapposte tra il negazionismo e l’allarmismo. I politici sono spesso apparsi ancorati alle logiche di schieramento, impegnati a cavalcare l’onda del problema per conquistare notorietà, acquisire consensi, accrescere la popolarità, incuranti ed incapaci di scrutare un orizzonte nel quale posizionare il bene della collettività e non il tornaconto personale. Tanti elementi erano al loro posto affinché si realizzasse la “tempesta perfetta”... e si è realizzata. In tutto questo molti operatori sanitari hanno pagato un prezzo altissimo per la loro generosità e professionalità. Abbiamo lavorato senza regole certe, in situazioni in cui anche i principi cardine dell’etica medica hanno vacillato.

Spesso abbiamo ripetuto ”Andrà tutto bene”. Sì, ma a che prezzo? Ci sono stati migliaia e migliaia di morti.... Non è finita, tutto è ancora incerto, tra speranze e aspettative di ritorno ad una normalità che non sarà più la stessa. Ma non possiamo fermarci. Dobbiamo riprendere, con l’umiltà che ci consenta di capire gli errori, la responsabilità che ci ancori ad un principio del dovere, la solidarietà che ci consenta di tendere la mano a chi ha più bisogno.

In questo senso, il Congresso ha come obiettivo dichiarato l’invito a ripartire, a riprendere il confronto scientifico, la dialettica, la formazione, senza dimenticare.

In questa pandemia l’Uomo ha sbagliato, perché non ha capito di aver imposto alla Terra un sistema che non può reggere, perché fragile, con troppe diseguaglianze, ingiustizie, sofferenze.

Dobbiamo ripartire conservando la “memoria” e adoperandoci per uscirne migliori. Buon lavoro a tutti.

Liliana Lorettu

Per maggiori informazioni

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