Mercoledì, 16 Ottobre 2019
ore: 15:00
Giornata di studio

Antigone 2020

DUMAS - Aula Dostoevskij, via Roma 151, II piano, Sassari

Nella cronaca recente il nome ‘Antigone’, attribuito a chi si oppone a leggi dello Stato che si giudicano ingiuste perché sembrano violare i diritti elementari dell’uomo, è ricorso assai spesso, ad esempio a proposito del caso Carola Rackete, della sorella di Stefano Cucchi, di Greta Thunberg. Al mito della figlia di Edipo, che conosciamo principalmente dalla tragedia di Sofocle Antigone, viene attribuito un significato universale, che attraversa le epoche e le situazioni, anche in libri di ampia divulgazione ma nondimeno autorevoli, come nel recenteHomo sum. Essere «umani» nel mondo antico di Maurizio Bettini e Giustizia e mito. Con Edipo, Antigone e Creonte di Marta Cartabia e Luciano Violante. Non meraviglia, perciò, che la tragedia di Sofocle sia d’attualità nei repertori teatrali europei e italiani: per la prossima stagione ‘19/’20, sono annunciate in Italia almeno tre messe in scena in tournée nazionale. Siamo comunque lontani dal 1978, l’anno che in Germania fu definito ‘di Antigone’ per la massiccia presenza del mito tragico nei teatri e sulla stampa: si era allora al culmine degli ‘anni di piombo’ e il mito di Antigone, diversamente da oggi, fu usato come maschera mitologica per i fermenti rivoluzionari che si annidavano nella generazione post-bellica, la quale intendeva violentemente chiudere i conti con l’adesione al nazismo della generazione precedente ed il persistere del fascismo nella mentalità e nella struttura capitalistica della Repubblica Federale Tedesca.

Il nome ‘Antigone’, dunque, sta a indicare l’individuo, di genere femminile in particolare, che oppone al diritto un principio generale e non scritto, che agisce in base alla propria coscienza, che intende rispettare, anche a costo della propria incolumità, una legge superiore, religiosa o etica, anche quando questa sia in contrasto con leggi e norme dello Stato. In Europa e in Italia, Antigone è assai presente nel discorso giornalistico, nella rete, nei social, più spesso come termine evocativo che sulla base della conoscenza o della discussione del dramma di Sofocle e della sua sterminata ricezione letteraria, teatrale, filosofica. La questione giuridica, se cioè la giustizia della legge dello Stato possa essere messa in discussione da un individuo, si intreccia ad altre questioni del nostro presente: il terrorismo islamico, i rigurgiti antidemocratici, il ruolo sociale e politico del genere e la definizione stessa di ‘genere’, ad esempio. Nella letteratura post-coloniale si è assistito ad un’esplosione di ‘Antigoni’, le quali invero sono ancora poco conosciute e poco studiate: difficilmente, anche negli studi accademici, troviamo menzione delle riscritture di Antigone in Colombia, Messico, nella letteratura magrebina e delle ‘Antigoni’ africane emigrate in Europa.

Con la giornata di studi del 16 ottobre a Sassari, aperta a tutti gli interessati, si vuole contribuire alla discussione sugli usi e sugli abusi contemporanei del mito, senza però tralasciare la prospettiva storica, prendendo le mosse dalla tragedia di Sofocle da cui discende tutta la tradizione letteraria e filosofica su Antigone.

L’incontro si inserisce nell’attività del progetto di ricerca ‘Visioni del tragico’, finanziato da Fondazione Sardegna, annualità 2016, responsabile scientifico Sotera Fornaro.

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