Lo Stradario della Scienza

27 settembre 2022 - ore 18:00

A cura dell’Ufficio terza missione dell’Università di Sassari- Museo scientifico Muniss e Circolo Aristeo, con Stefania Bagella

Gavino Pittalis (Sassari, 1757 -1824)

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Gavino Pitalis (Pittalis) fu l’iniziatore della botanica sassarese. Come racconta lo storico Pasquale Tola, fu celebre tanto per le competenze botaniche e mediche che per la fama di dotto e di benefattore della città. Insegnò medicina (Anatomia e Materia medica) all’Università di Sassari a partire dal 1798 e fu autore di uno dei primi erbari sardi sistematici e dell’erbario Flora Turritana (cioè relativa alla zona sassarese), andata perduta.

Nella foto: Lapide di Gavino Pitalis e della moglie Antonia Tealdi, Ospedale Santissima Annunziata (ora Biblioteca Universitaria), Sassari

Gavino Sambigucci (Sassari, inizio sec. XVI – post 1567)

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Di nobile famiglia, Sambigucci studiò filosofia e retorica a Pisa e Bologna. A Bologna fece parte della dotta Accademia Bocchiana, a cui dedicò la sua opera più famosa, l’Hermathena (1556). Grazie alla riconosciuta competenza in vari ambiti della vita pubblica ottenne la carica di Protomedico della Sardegna (1567), un incarico della massima rilevanza.

Nella foto: Frontespizio dell’opera di Gavino Sambigucci, In Hermathenam Bocchiam Interpretatio (Bologna, ed. Aldo Manuzio, 1556)

Gavino Farina (Sassari, inizio XVII sec. - Madrid post 1679)

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Dopo gli studi filosofici a Pisa e la laurea in medicina a Roma, Gavino Farina, nel 1634, fu nominato professore di Istituzioni mediche all’Università di Sassari. Medico particolare del viceré Luigi Guglielmo duca di Montalto (1644-1649), lo seguì a Napoli, in Sicilia e in Spagna, a Valencia, accrescendo sempre più la propria fama. Farina fu tra i primi a studiare la malaria, all’epoca denominata “intemperie”, discutendo le proprie teorie sull’origine, le cause e le cure possibili nell’opera Medicinale patrocinium (1651).

Nella foto: Ritratto di Gavino Farina (da P. Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, Torino, tip. Chirio e Mina, 1837)

Francesco Cetti (Manheim 1726 – Sassari 1778)

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Giunto a Sassari nel 1865 nell’ambito di un ampio piano di riforme promosso dal re Carlo Emanuele III di Savoia e dal suo ministro Bogino, il gesuita Francesco Cetti aveva l’incarico dell’insegnamento di Matematica e Geometria all’Università. Un incarico non meno importante riguardava però la ricerca sulle risorse naturali della Sardegna che si concretizzò nella prima opera sulla fauna sarda: i tre pregevoli volumi di Storia Naturale (1774 – 1778) dedicati ai Quadrupedi, agli Uccelli e agli Anfibi e pesci della Sardegna, ricchi di precise e vivaci osservazioni non solo sugli animali, ma anche sulla vita e sull’economia.

Nella foto: Il fenicottero, immagine dall’opera di Francesco Cetti Storia naturale della Sardegna, vol. II, dedicato a Gli uccelli (Sassari Ed. Piattoli, 1776)

Efisio Marini (Cagliari 1835 – Napoli 1900)

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Nato in un’agiata famiglia, Efisio Marini si laureò in Medicina a Cagliari e in Scienze naturali a Pisa (1861). Sperimentò e perfezionò una tecnica atta a riprodurre i fenomeni della fossilizzazione, applicandola a tessuti, parti o interi corpi umani. Acquisì numerosi riconoscimenti internazionali e una fosca celebrità come “Pietrificatore” e, inviso agli ambienti universitari cagliaritani, si ritirò a Napoli. A Sassari, nella collezione anatomica dell’Università, è presente il suo unico preparato “sardo”, una mano di giovinetta pietrificata. Efisio Marini è protagonista di una serie di libri noir dello scrittore Giorgio Todde.

Nella foto: Ritratto fotografico giovanile di Efisio Marini

Eva Mameli Calvino (Sassari 1886 – Sanremo 1978)

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Figlia di un colonnello dei carabinieri, si laureò in matematica a Cagliari e in scienze naturali a Pavia. Qui, grazie a numerosi studi e pubblicazioni universitarie, riuscì nel 1915 a conseguire la libera docenza in botanica, prima donna in Italia. Diresse a Cuba, con il marito Mario Calvino un’importante Stazione sperimentale agronomica e botanica. Fu docente di Botanica e direttrice dell’Orto botanico di Cagliari dal 1926 al 1927 e in seguito direttrice della Stazione sperimentale di Floricultura di Sanremo.

Nella foto: Eva Mameli in una fotografia degli anni 10 del ‘900

Luigi Rolando (Torino 1773 – 1831)

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L’anatomista e fisiologo torinese Rolando arrivò in Sardegna al seguito dei Savoia, che si erano qui trasferiti a causa dell’occupazione napoleonica. All’Università di Sassari, dove insegnò Patologia speciale medica, Clinica medica ed Anatomia nella Facoltà di Medicina e Chirurgia, dal 1804 al 1814, portò avanti, seguendo un rigoroso metodo sperimentale, studi fondamentali sul cervello e sul sistema nervoso, confluiti nella celebre opera Saggio sulla vera struttura del cervello (1809). A Torino, dopo la Restaurazione, fu docente di Anatomia, fondatore e direttore del Museo anatomico, medico di corte, conseguendo per le sue ricerche un’ampia fama, che dura fino ad oggi.

Nella foto: “Tavoletta” e modelli di cervello in cera, eseguiti da Rolando durante l’insegnamento a Sassari (Museo scientifico dell’Università di Sassari, Collezione anatomica)