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Venti anni di convegni sull'Africa Romana

Gli incontri internazionali promossi dal Dipartimento di Storia sull'archeologia e la storia delle province romane del Nord Africa.

I Convegni Internazionali di Studio de L'Africa Romana

Le vicende storiche della Sardegna hanno sempre messo in luce come il rapporto tra l'isola e il Nord Africa, lungi dal poter essere valutato solo in termini di contiguità geografica, sia stato continuo nei diversi aspetti (sociali, politici, culturali, militari) per tutta l'età antica ed oltre. É partendo dalla consapevolezza circa la necessità di indagare più approfonditamente tale rapporto che nacque, ormai più di 20 anni fa, l'idea di un convegno internazionale di studi dedicato a L'Africa Romana.

Nel 1983 un gruppo di studiosi del Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari, coordinati da Attilio Mastino, ideò e promosse la prima edizione che si tenne a Sassari tra il 16 ed il 17 dicembre. L'importanza di questo evento, destinato a divenire appuntamento fisso fra gli storici, gli epigrafisti, gli archeologi di tutto il mondo, fu compresa immediatamente dalla comunità scientifica internazionale; Marcel Le Glay, uno dei più grandi studiosi dell'Africa romana, all'epoca Segretario generale dell'Association International d'Epigraphie Grecque et Latine, garantì il patrocinio della prestigiosa associazione, che arrivò, puntuale, anche per tutte le edizioni successive. In quel primo incontro furono discussi i diversi aspetti della romanizzazione dell'Africa settentrionale: particolare rilievo fu dato alle radici, alla conservazione e alla sopravvivenza delle popolazioni e della cultura autoctona e al rapporto fra le tradizioni precedenti e le novità introdotte dalla cultura romana.

Accolto con entusiasmo e recepito da subito come un'occasione importante di lavoro e di confronto, il convegno venne riproposto da allora con cadenza annuale fino al 1994, anno in cui cominciò la preziosa collaborazione con l'Institut National du Patrimoine di Tunisi. Nel corso del secondo appuntamento, che si svolse ancora a Sassari tra il 14 ed il 15 dicembre del 1984, furono analizzate le relazioni tra l'Africa e la Sardegna in età romana e si definì il compito di mediazione che l'isola svolse, dalla fine della repubblica sino all'età vandalica, tra Africa ed Europa. Sassari fu ancora la sede della III e della IV edizione, tenutesi entrambe nella metà di dicembre rispettivamente del 1985 e del 1986. I due incontri, dedicati alla documentazione epigrafica e alla storia delle province romane del Maghreb, si caratterizzarono per la presentazione di copioso materiale inedito e per un incremento del numero degli iscritti (dai 29 partecipanti dell'83 si arrivò ai 69 dell'85). Alla III edizione venne inoltre concesso l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il V convegno, organizzato a Cagliari e a Sassari tra 1'11 ed il 13 dicembre 1987, con un tema invariato rispetto alle due precedenti edizioni, fu affrontato nelle tre giornate di lavori da studiosi (in totale 101) provenienti da dieci Paesi dell'area del Mediterraneo. L'incontro successivo, il VI, si tenne invece a Sassari e ad Alghero tra il 16 e il 18 dicembre 1988. Al congresso, che intese affrontare il cruciale periodo tardo-antico, e al quale intervennero più di cento specialisti tra europei, magrebini e americani, fu concesso per la seconda volta l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ma anche il patrocinio del Ministero degli Esteri. Il VII convegno, organizzato ancora a Sassari, tra il 15 ed il 17 dicembre del 1989, vide gli studiosi (128 giunti da 13 Paesi diversi) confrontarsi sulle persistenze indigene e le sopravvivenze puniche nel Nord Africa e in Sardegna in età romana. Nel 1990 l'VIII edizione de L'Africa Romana fu curata, tra gli altri, dal Centro di Studi Interdisciplinari sulle Province Romane di Sassari, la cui costituzione rappresentò il segnale circa la volontà di assicurare continuità all'iniziativa. Il convegno, che sfiorò i 150 iscritti, si svolse a Cagliari tra il 14 ed il 16 dicembre. Nell'occasione vennero esposte 80 tra comunicazioni e relazioni incentrate sulla continuità e sulle trasformazioni nel Nord Africa e nella Sardegna di età imperiale in campo economico e sociale. Il congresso del 1991, il IX della serie, privilegiò due nuove sedi, Nuoro e Orosei. Il numero degli studiosi che discussero delle più recenti scoperte epigrafìche nel Nord Africa e nella Sardegna superò per la prima volta quota 150. Il X convegno fu organizzato invece ad Oristano tra 1'11 ed il 13 dicembre 1992: oggetto di studio furono gli aspetti inerenti la trasformazione dello spazio urbano nelle province romane del Nord Africa e nella Sardegna.

Dopo la pausa del 1993, al termine della serie decennale, l'appuntamento è divenuto biennale. Ma il cambiamento più significativo riguardò soprattutto l'attraversamento per la prima volta dei confini della Sardegna e l'approdo dell'undicesima edizione del L'Africa Romana in Maghreb; contestualmente veniva steso l'accordo quadro tra l'Università di Sassari e l'Institut National du Patrimoine di Tunisi che doveva condurre alla prima campagna di scavo di Uchi Maius. Così, tra il 15 ed il 18 dicembre del 1994, l'XI edizione del convegno consacrata a "La scienza e le tecniche nel Mediterraneo classico", si tenne a Cartagine. Alla realizzazione dell'iniziativa, curata in collaborazione con l'Institut National du Patrimoine, contribuirono anche il Centro Internazionale di Storia dello Spazio e del Tempo (CSST) di Brugine (PD) e l'Istituto di Studi e Programmi per il Mediterraneo (ISPROM) di Sassari. Sede del XII incontro fu Olbia (13-15 dicembre 1996). Parteciparono oltre 200 studiosi, autori di interventi sull'organizzazione dello spazio rurale nelle province del Nord Africa. Il congresso fece ritorno in Tunisia due anni dopo. Fu l'isola di Djerba ad ospitare tra il 10 ed il 13 dicembre 1998 L'Africa Romana XIII, introdotta dall'Ambasciatore d'Italia in Tunisia Armando Sanguini. Il tema della sessione principale era dedicato ai geografi, ai viaggiatori, ai militari nel Maghreb e alle origini dell'archeologia nel Nord Africa. L'Africa Romana tornò quindi a Sassari tra l'8 ed il 10 dicembre del 2000 per la sua quattordicesima edizione, che si è potuta fregiare per la terza volta dell'Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica. Duecento gli iscritti e oltre centocinquanta le relazioni dedicate a "Lo spazio marittimo del Mediterraneo occidentale, geografia storica ed economia". La suggestiva oasi desertica di Tozeur ha ospitato tra l'11 ed il 15 dicembre 2002 la XV edizione, intitolata "Ai confini dell'impero: contatti, scambi, conflitti". L'accento è stato posto sugli aspetti storici, economici, sociali e militari relativi alle zone più estreme del Nord Africa in età imperiale, al limes e al deserto. Il convegno ha avuto un importante prologo nel mese di maggio dello stesso anno, quando a Tunisi veniva presentato il volume sulla cooperazione italo-tunisina nel settore archeologico (Uomo, territorio, abiente), curato da Antonio Corda, professore associato di epigrafia latina all'Università di Cagliari, con la presentazione del Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri onorevole Mario Baccini e dell'allora direttore dell'Institut National du Patrimoine professore Boubaker Ben Fraj. Un'opera che, accanto soprattutto alle ultime edizioni de L'Africa Romana, a partire da quella di Cartagine del 1994, ha mostrato in modo inequivocabile quanto la ricerca legata alla storia antica e all'archeologia svolga oggi un ruolo importante nello sviluppo dei rapporti di collaborazione non solo fra l'Italia e la Tunisia ma anche fra l'Europa ed il nord Africa. Ai lavori di Tozeur hanno preso parte oltre 250 studiosi, provenienti da 12 paesi, dalla Tunisia, dal Marocco, dall'Algeria, dalla Libia, dalla Francia, dalla Spagna, dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dalla Finlandia, dagli Stati Uniti, e dall'Italia, presente con una ventina di Università.

Infine, rispettando l'ormai tradizionale collocazione biennale, la XVI edizione de L'Africa Romana si è tenuta tra il 15 e il 19 dicembre 2004 a Rabat, in Marocco e ha avuto per tema la "Mobilità delle persone e dei popoli, dinamiche migratorie, emigrazioni ed immigrazioni nelle province occidentali dell'impero romano". Oltre a l'Alto Patronato di S.M. il Re Mohamed VI c'è stato, ancora una volta, quello del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Sul piano prettamente scientifico le quattro intensissime giornate di studio, sospese solo in occasione delle splendide escursioni a Sala e a Volubilis, sono state caratterizzate da relazioni ricche di spunti e dati inediti, di informazioni e nuove interpretazioni, che autorizzano senza dubbio a eleggere questa edizione come una tra le più ricche. Ai lavori hanno preso parte oltre 250 studiosi provenienti da 16 paesi, dal Marocco, dall'Algeria, dalla Tunisia, dall'Egitto, dall'Egitto, dalla Francia, dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dalla Finlandia, dagli Stati Uniti, dal Canada, da Malta, infine dall'Italia, con una ventina di diverse Università. Le relazioni, nelle quali è prevalsa un'attenzione significativa per temi quali la mobilità delle persone, gli scambi di popolazione tra province, le popolazioni rurali, il nomadismo, sono state in totale 111.
Almeno un cenno deve essere fatto in conclusione sulla produzione scientifica scaturita da ciascun convegno. Fin dalla prima edizione de L'Africa Romana, infatti, sono stati pubblicati i volumi degli atti dei convegni (voll. 1-9 entro un anno; voll. 11-15 entro due anni), editi nella Collana delle Pubblicazioni del Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari (voll. 1-13) e in quella del Centro di Studi Interdisciplinari delle Province Romane (voll. 8-15).

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Il sito sull'Africa Romana  Link esterno (apre su una nuova finestra)
Storia, iniziative, convegni, immagini: tutto sugli scavi a Uchi Maius (Tunisia).

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